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(Norman Lear in un'immagine del 2003)

Norman Lear, nato nel 1922 nel Connecticut, è il responsabile, in quanto creatore e produttore, di alcune tra le serie più controverse e di maggiore successo degli anni ’70.
Tra le tante sue creature, All in the Family, Sanford and Son, One Day at a Time, Good Times e Maude.
Studente universitario a Boston, lascia gli studi nel 1942 per unirsi come operatore radio all’esercito nella Seconda guerra mondiale.
Nel 1959 lavora come autore per la serie televisiva western The Deputy con Henry Fonda ma è la sua esperienza come autore comico che lo convince a tentare la strada della commedia televisiva. La sua prima creatura di successo, All in the Family, versione americana della serie inglese Til Death Us Do Part, e per la quale lavora in qualità di produttore, autore e sviluppatore, non ha inizialmente vita facile: dopo tre episodi pilota creati per la ABC, tutti rifiutati, Lear è libero di vendere la serie alla CBS, che ne intuisce la forza dirompente ma ne teme gli effetti sul pubblico tanto da farla anticipare da un cartello che ne ribadisce gli intenti comici. All in the Family, serie su un uomo appartenente alla classe operaia dalle idee reazionarie e sulla sua famiglia, è la serie che rivoluziona il mondo della sitcom portando al suo interno una dose massiccia di realismo e di attualità. Iniziata con scarso successo ma premiata dalla critica, All in the Family vede giungere il successo di pubblico già alla prima stagione, rimanendo al vertice della classifica degli ascolti Nielsen per ben cinque stagioni e durandone nove prima di cambiare titolo e parte cast e diventare Archie Bunker’s Place.
Considerato il successo della serie, Lear si basa nuovamente su una serie inglese per la sua seconda produzione. L'inglese Steptoe and Son, che mette in scena le vicissitudini di un rigattiere londinese e di suo figlio, diventa dopo opportuno adattamento Sanford and Son. Andata in onda per sei stagioni tra il 1972 e il 1977, Sanford and Son è un altro grande successo per Lear, che di lì a poco ci riprova con Maude, personaggio già apparso con successo in All in the Family. Maude, con i suoi episodi che trattano di aborto, menopausa, diritti civili e parità dei sessi, è un immediato successo che durerà sei stagioni facendo storcere il naso ai telespettatori più conservatori e perbenisti.
Il successo di All in the Family porta quindi alla creazione di un’altra serie derivata: The Jeffersons.
Andata in onda tra il 1975 e il 1985, The Jeffersons narra di un afro-americano cui riesce, grazie alla sua ambizione, il lungo salto dal ghetto a Manhattan. Serie di tono più leggero, anche se gli elementi di critica sociale non mancheranno talvolta, riuscirà a raggiungere le prime trenta posizioni della classifica Nielsen degli ascolti per sei stagioni sulle undici andate in onda.
Il 1975 è anche l’anno di avvio di One Day at a Time, creata da Whitney Blake e dall’autore televisivo Allan Manings ma sviluppata da Lear, che nello spunto brillante che vede le vicissitudini di una donna divorziata alle prese con due figlie adolescenti, inietta una robusta dose di vita reale e dramma.
Good Times (1974-1979) vede una famiglia afro-americana che vive di stenti in un complesso edilizio popolare (il famoso Cabrini di Chicago, visibile nei titoli di testa e coda nella serie ma mai menzionato esplicitamente). La serie deriva da Maude per il personaggio di Florida Evans, cameriera di Maude nella serie omonima, ma i collegamenti terminano qui. Creata da Monte Evans, Good Times parte come tutte le commedie sviluppate da Norman Lear, con elementi di critica sociale e episodi controversi ma presto, anche a causa di sostanziali cambiamenti nel cast, diventa una sitcom di stampo molto tradizionale e di minore successo.
Le serie di Norman Lear sono tutte accomunate da alcune caratteristiche: innanzitutto il fatto che è il personaggio ad essere al centro della storia e mai asservito alla stessa, quindi lo scarso valore produttivo (ambienti poveri e sempre uguali, riprese video anziché in pellicola come usava ancora in quegli anni) e la massiccia presenza di temi sociali e attualità.
Dopo avere prodotto le sue serie in unione con Bud Yorkin, attraverso la loro società Tandem, fino al 1983, nel 1985 Lear vende la sua casa di produzione (che nel frattempo ha acquisito la Avco-Embassy) alla Columbia Pictures.
I tentativi di tornare in televisione negli anni ’90 si sono rivelati per Lear un fallimento. Le serie Sunday Dinner, The Powers That Be e 704 Hauser, che vedeva il ritorno della casa di All in the Family abitata da un’altra famiglia, hanno avuto una vita molto breve a dispetto del consenso critico. Nel 2003 ha prestato la sua opera come consulente per due episodi di South Park.
Premiato con un premio Emmy per la migliore serie TV grazie a All in the Family nel 1973 e nel 1971, Norman Lear è considerato ancora oggi uno tra I produttori più controversi, capace di modificare la storia della televisione americana grazie ad alcune serie capaci di suscitare scandalo ma anche di ottenere enorme successo.

Norman Lear
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