Good Times (1974-1979)

Good Times titolo

Prima trasmissione USA: primo febbraio 1974
Ultima trasmissione USA: primo agosto 1979

Good Times01

Interpreti principali e personaggi:

Esther Rolle (Florida Evans 1974-1977 / 1978-1979), John Amos (James Evans, 1974-1976), Jimmie Walker (James “J.J.” Evans Jr.), Ralph Carter (Michael Evans), BernNadette Stanis (Thelma Evans Anderson), Ja'net DuBois (Willona Woods), Johnny Brown (Nathan Brookman, 1977-1979)

Creatore:
Norman Lear

Spunto:

Florida Evans, già cameriera per Maude (che non verrà mai citata nella serie), è, con li marito James, a capo di una famiglia che comprende tre figli: il quasi maggiorenne James Jr. (detto J.J.), la di poco più giovane Thelma e il più piccolo Michael. La famiglia Evans abita in un complesso popolare, in realtà un vero e proprio ghetto, a Chicago. Le vicende delle prime stagioni riguardano soprattutto la lotta per garantirsi la sopravvivenza tra lavori che un giorno ci sono e l’altro no ma poi James muore e Florida rimane sola nel dirigere la famiglia. Questo fino a quando anche lei, sposatasi, sparirà dalla serie per farvi ritorno solo nell’ultima stagione.


La serie:

Good Times nasce come serie indipendente da Maude da un’idea di Eric Monte, che aveva vissuto un’infanzia simile a quella della famiglia Evans nella serie. Il successo personale di Esther Rolle nei panni di Florida Evans, l’esplicita domestica di Maude, convince però a sfruttare il nome attrice e personaggio per la nuova serie. Il fatto che il collegamento sia pretestuoso è dimostrato dal fatto che Florida in Maude (a sua volta serie derivata da All in the Family) si trovava a New York mentre qui è a Chicago e che nessun riferimento venga fatto al recente passato.
All’inizio la serie è fedele allo stile di Norman Lear, ossia temi sociali utilizzati per la creazione di una commedia in cui i toni dolci-amari la fanno da padroni. Florida, suo marito James (che in Maude si chiamava Henry ed era sempre interprerato da John Amos) e i loro figli J.J., Thelma e Michael vivono in un complesso edilizio (il famoso Cabrini, visibile nei titoli di testa e coda nella serie ma mai menzionato esplicitamente) e il loro problema nel sopravvivere con pochissimi soldi è un tema principe della serie, almeno all’inizio. J.J. è un aspirante pittore, buffo e segaligno, vanta un certo successo con le donne, Thelma è una seria studentessa e Michael, che il padre James spesso chiama “nanetto militante” è decisamente impegnato politicamente a dispetto della giovanissima età (all’inizio della serie dichiara 10 anni di età). Florida è una donna severa ma generosa di affetto con la famiglia, James invece appare come un uomo collerico, anche a causa delle ristrettezze economiche. La serie però muta presto forma: J.J. prende sempre più spazio grazie al successo da parte del pubblico e a causa di questo le tensioni nel cast iniziano a farsi pesanti. Il primo a farne le spese è John Amos, il cui personaggio viene fatto morire all’inizio della quarta stagione a causa di alcune dichiarazioni pubbliche dell’attore sulle tensioni in corso. Una stagione dopo tocca a Florida sparire, lei con il pretesto di un matrimonio che la porterà via da Chicago. Il motivo è lo stesso: il troppo successo del personaggio di J.J. che è ormai la colonna portante della serie. Esther Rolle ne parla esplicitamente, spiegando come il personaggio appaia come stupido in quanto non lavora, non legge né scrive e sembra scarsamente interessato a qualsiasi cosa. La serie, effettivamente, sembra portare i temi sociali sullo sfondo privilegiando un tono più buffonesco interamente portato sulle spalle del personaggio. Sia John Amos che Esther Rolle avevano anche dichiarato le loro difficoltà nei confronti della comunità nera facendo parte di una serie in cui i luoghi comuni sugli afro-americani (la povertà, il basso livello di istruzione) abbondavano.
Senza Florida, prende spazio il personaggio della vicina di casa Willona, che divenza una sorta di surrogato di figura materna per i tre ragazzi. Anche il custode-tuttofare del complesso, Bookman, trova più spazio nelle vicende. Giungono nella serie anche la piccola Millicent Gordon, interpretata da una piccola Janet Jackson, bambina vittima di abusi affidata a Willona. L’ultima stagione vede il ritorno di Esther Rolle nella serie, con il pretesto della partecipazione al matrimonio di Thelma con una promessa del football americano. A causa di una serie di problemi vissuti dai personaggi, la serie tornerà a parlare di difficoltà finanziarie ma, a causa di un sensibile calo negli ascolti, verrà soppressa dalla CBS non prima di avere trovato un finale felice per ogni personaggio.

Good Times02
(Esther Rolle con Bea Arthur in Maude)


Posizione nella classifica degli ascolti Nielsen per stagione
(solo prime 30 posizioni):


settembre 1974-aprile 1975: 7 (All in the Family)
settembre 1975-aprile 1976: 24 (All in the Family)
settembre 1976-aprile 1977: 26 (Happy Days)
settembre 1977-aprile 1978: - (Laverne & Shirley)
settembre 1978-aprile 1979: - (Laverne & Shirley)

Premi Emmy:

Nessuna candidatura

Curiosità:

Good Times è stata la prima serie ad avere come protagonisti assoluti personaggi afro-americani.

Il personaggio di James Evans (soppresso a causa di dichiarazioni rilasciate pubblicamente dall’attore John Amos sul malcontento degli attori sulle scelte degli autori) è stato il primo a venire fatto morire in una sitcom.

L’intercalare di J.J. "DY-NO-MITE!" divenne un tormentone.

Quando Norman Lear, Mike Evans, e Eric Monte stavano sviluppando il progetto per Good Times, nessuno di loro la intendeva come una derivazione di Maude. Lo divenne quando per il ruolo di protagonista venne scelta Esther Rolle che, nei panni di Florida Evans, domestica di Maude nella serie omonima, aveva ottenuto grande successo. Malgrado il nome del personaggio fosse lo stesso (cambia solo quello di James, che in Maude si chiamava Henry), nessun riferimento venne mai fatto al suo passato.

Dopo il suo volontario allontanamento dalla serie a causa dell’insoddisfazione sul personaggio di J.J., Esther Rolle tornerà a partecipare alla serie per la sua ultima stagione dopo avere ottentuo garanzie dagli autori sul fatto che il personaggio in questione sarebbe stato trasformato in una figura più rispettabile.

Il personaggio di Michael Evans condivide il nome con quello di un autore della serie, il Mike Evans che presterà il volto al Lionel Jefferson di The Jeffersons.

Tra gli autori della serie compaiono Jay Leno e David Letterman.

Good Times03
(il set della serie)


Registi:
Herbert Kenwith, Gerren Keith, Bob LaHendro, Donald McKayle, John Rich, Jack Shea
(elenco da completare)

Autori:
Eric Monte, Mike Evans, Norman Lear, John Baskin, Norman Paul, Jack Elinson, Bob Peete, Roger Shulman, John Donley, Kurt Taylor, Allan Manings, Bill Davenport, Lou Derman, Roland Wolpert, Dick Bensfield, Perry Grant, John Ashleigh Hamilton, Wayne Kline, Michael G. Moye, John Fenton Murray, Judi Ann Mason, Bill Duke, Michael S. Baser, Joseph Bonaduce, Jay Leno, David Letterman, Paul Mooney

Musiche originali:
Dave Grusin

Tema iniziale:
Good Times, scritto da Dave Grusin con Alan e Marilyn Bergman, cantata da Jim Gilstrap e Blinky William.

Produzione:
Bud Yorkin Productions, Columbia Broadcasting System (CBS), Norman Lear/Tandem Productions

Produttore:
Norman Lear

Good Times04
(J.J. e James)


Durata per episodio:
circa 25 minuti

Numero di episodi:
133 suddivisi su 6 stagioni

Serie Derivata da:
Maude (1972-1978)

Good Times05


DVD

Good Times - The Complete First Season

Good Times - The Complete Second Season

Good Times - The Complete Third Season

Good Times - The Complete Fourth Season

Good Times - The Complete Fifth Season

Good Times - The Complete Sixth Season