Cheers

Cheers
(titolo italiano: Cin Cin, 1982-1993)

Cheers titolo

Prima trasmissione USA: 30 settembre 1982
Ultima trasmissione USA: 19 agosto 1993

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(il primo cast di Cheers con, in senso orario dall'alto, Nicholas Colasanto, Rhea Perlman, Shelley Long e Ted Danson)


Interpreti principali e personaggi:
Ted Danson (Sam "Mayday" Malone), Shelley Long (Diane Chambers, 1982-1987),
Kirstie Alley (Rebecca Howe, 1987-1993), Rhea Perlman (Carla Tortelli LeBec), Nicholas Colasanto (Ernie "Coach" - in italiano Allenatore - Pantusso, 1982-1985), Woody Harrelson (Woodrow “Woody” Tiberius Boyd, 1985-1993), John Ratzenberger (Cliff Clavin), George Wendt (Norm Peterson), Kelsey Grammer (Dr. Frasier Crane, 1984-1993), Bebe Neuwirth (Dr. Lilith Sternin - Crane, 1986-1993)

Creatori:
James Burrows, Glen Charles, Les Charles


Spunto:

A Boston, Sam Malone, ex giocatore dei Boston red Sox ed ex alcolista, gestisce il bar Cheers.
Al bar lavorano lo smemorato ex allenatore della squadra Ernie Pantusso, la sarcastica cameriera Carla e Diane Chambers, con cui Sam avrà una lunga relazione che durerà alcune stagioni.
A completare il quadro, i frequentatori del bar, in particolare Norm, contabile più appassionato alla birra che al lavoro, e Cliff, postino dalla vita piuttosto grama. Nel 1987, Diane verrà sostituita da Rebecca e anche Ernie Pantusso, scomparso nella realtà nel 1985, lascerà il posto allo stralunato Woody. Le storie riguardano soprattutto l’altalenante relazione tra Sam e Diane nonché alle vicissitudini dei frequentatori.

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(il secondo cast, con l'aggiunta di Kirstie Alley, Kelsey Grammer e Woody Harrelson)

La serie:

Cheers nasce dall'intenzione dei fratelli Glen e Les Charles, già autori per Taxi, di lavorare ad una serie da ambientare, come quella per cui avevano lavorato, in un posto di lavoro, unitamente al regista James Burrows, che aveva diretto diversi episodi della stessa serie.
Quando un anno dopo inizia ad essere trasmessa dalla NBC (che allora viveva una grave crisi non avendo alcuno show nelle prime posizioni delle classifiche di ascolto), Cheers si rivela un fiasco dal punto di vista degli ascolti (è settantasettesimo nella classifica Nielsen) mentre ottiene ottimi riscontri dalla critica. A salvare la serie, la pioggia di premi Emmy ottenuti per la prima stagione, che convince l’allora presidente del settore intrattenimento della NBC Brandon Tartikoff ad affiancarla nel palinsensto a The Cosby Show (I Robinson, 1984-1992) perché il suo enorme successo potesse fungere da traino.
L’idea si rivela vincente: il pubblico inizia a seguirla permettendole una fulminante scalata della classifica Nielsen di ascolto, che la porterà alla prima posizione nella stagione 1990-91. A completare il quadro del suo successo, 26 premi Emmy e ben 111 candidature.
Ai tempi del suo massimo successo, uno spot pubblicitario di 30 secondi costava 300'000 dollari e Ted Danson otteneva un cachet di 450'000 dollari a episodio, cifra che lo portò ad essere l'attore televisivo più pagato del suo tempo.

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(Frasier e Lilith)


Cheers è una serie nel contempo semplice (nella struttura, che richiama quella di Mary Tyler Moore Show per l’ambientazione lavorativa) e sofisticata (nella scrittura) con un cast di rara efficacia (e non per nulla quasi interamente premiato da Emmy), la cui classicità le permetterà di passare indenne attraverso più cambiamenti, anche molto importanti, nel corso della sua storia, come la morte di Nicholas Colasanto (il barman Ernie Pantusso), che lascerà spazio al nuovo personaggio: lo stralunato Woody.
Se ai suoi inizi le vicende comiche nascono spesso dalla tensione sentimentale tra Sam e Diane, ostacolata nel suo divenire dalle reciproche differenze (Diane posa come intellettuale alle prese con un maschio medio dagli interessi che si limitano alle donne e allo sport), nel tempo sempre più spazio acquisiranno i personaggi di contorno come Cliff e Norm (due avventori) prima, e Frasier dopo, con la lingua tagliente di Carla impegnata a recitare alcune tra le battute più fulminanti.
Con l’avvento di Frasier, cambia anche la storia tra Sam e Diane. Infatti lei si innamorerà, ricambiata, dello psichiatra, che lascerà a un passo dall’altare esattamente come il professore di letteratura Sumner Sloan aveva lasciato lei all’inizio della serie, evento che l’aveva portata a fermarsi a Boston e a lavorare nel bar.
La loro storia si chiuderà, dopo alcuni momenti da Soap opera (con il momento chiave alla fine della stagione 1985-86, in cui Sam si dichiara al telefono senza che i telespettatori possano capire a chi), alla fine della stagione 1986-87, con Diane intenzionata a lasciare Boston per ritirarsi a scrivere il suo primo romanzo. È una felice intuizione: la storia inizia a sfilacciarsi e forse è bene non proseguire a proporla nella serie. La stagione seguente vede il cambio di gestione al Cheers, con la nuova entrata Rebecca a cui Sam deve rivolgersi per trovare lavoro nel bar che una volta era suo, dopo essersi assentato per un giro del mondo in barca terminato anzitempo. Carla, da par suo, si sposa con Eddie LeBec nel corso della stagione 1987-88 e diventa madre di due gemelli, evento che le permette di non nascondere la sua - vera - gravidanza sul set.
Il tema dell’attrazione sentimental-sessuale torna con la combattuta Rebecca e Sam, che nel frattempo è riuscito a riprendere possesso del suo bar.
Frasier intanto sposa la sua collega Lilith e diventa padre di Frederick. Entrambi i personaggi torneranno in Frasier come personaggi occasionali.
Il “posto dove tutti conoscono il tuo nome” (come recita il tema di apertura) chiude i battenti nel 1993, quando Cheers è ancora una tra le serie più amate di tutti i tempi, per il desiderio di Ted Danson di dedicarsi al cinema. La conclusione vede il ritorno di Diane per un nuovo tentativo di matrimonio, anche questo abortito con Sam.
Dalla serie originale nascono altre due serie: l'inutile The Tortellis (sul marito di Carla, Nick, con la nuova moglie), che durerà pochissimi episodi, e Frasier che, ancora più sofisticata dell'originale, conoscerà ben 11 stagioni di grande successo di critica e pubblico.

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(Sam e Diane)

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(Sam e Rebecca)


Posizione nella classifica degli ascolti Nielsen per stagione
(solo prime 30 posizioni):

settembre 1982-aprile 1983: - (60 Minutes)
settembre 1983-aprile 1984: - (Dallas)
settembre 1984-aprile 1985: 12 (Dynasty)
settembre 1985-aprile 1986: 5 (The Cosby Show)
settembre 1986-aprile 1987: 3 (The Cosby Show)
settembre 1987-aprile 1988: 3 (The Cosby Show)
settembre 1988-aprile 1989: 4 (The Cosby Show)
settembre 1989-aprile 1990: 3 (The Cosby Show)
settembre 1990-aprile 1991: 1
settembre 1991-aprile 1992: 4 (60 Minutes)
settembre 1992-aprile 1993: 8 (60 Minutes)

Premi Emmy

1993

Migliore montaggio di una serie girata con più camere a Robert Bramwell per l’episodio One For The Road;

migliore attore protagonista di una serie TV (categoria commedie) a Ted Danson.

1991

Migliore serie TV (categoria commedie) a James Burrows, Glen Charles, Les Charles, Cherie Steinkellner, Bill Steinkellner, Phoef Sutton (produttori esecutivi), Tim Berry, Andy Ackerman, Brian Pollack, Mert Rich, Dan O'Shannon, Tom Anderson, Larry Balmagia (co-produttori);

migliore regia per una serie TV (categoria commedie) a James Burrows per l’episodio Woody Interruptus;

migliore attrice protagonista di una serie TV (categoria commedie) a Kirstie Alley;

migliore attrice non protagonista a Bebe Neuwirth.

1990

Migliore attore protagonista a Ted Danson;

migliore missaggio del suono per una serie TV (categoria commedie) a Robert Crosby, Thomas J. Huth, Sam Black, Robert Douglass per l’episodio The Stork Brings a Crane;

migliore attrice non protagonista a Bebe Neuwirth.

1989

Migliore serie TV (categoria commedie) a James Burrows, Glen Charles, Les Charles, Cherie Steinkellner, Bill Steinkellner, Phoef Sutton (produttori esecutivi), Cherie Steinkellner, Bill Steinkellner, Peter Casey, David Lee, David Angell (produttori), Phoef Sutton, Tim Berry (co-produttori);

migliore attore non protagonista a Woody Harrelson.

1988

Migliore montaggio di una serie girata con più camere a Andy Ackerman per l’episodio The Big Kiss-Off.

1987

Migliore attore ospite in una serie TV (categoria commedie) a John Cleese per l’episodio Simon Says;

migliore missaggio del suono per una serie TV (categoria commedie) a Michael Ballin, Robert Douglass, Doug Gray e Thomas J. Huth per l’episodio The Proposal.

1986

Migliore missaggio del suono per una serie TV (categoria commedie) a

Michael Ballin, Robert Douglass, Doug Gray, Thomas J. Huth per l’episodio Fear is My Co-Pilot;

migliore attrice non protagonista a Rhea Perlman.

1985

Migliore attrice non protagonista a Rhea Perlman.

1984

Migliore serie TV (categoria commedie) a James Burrows, Glen Charles, Les Charles (produttori);

migliore montaggio per una serie TV a Andrew Chulack per l’episodio Old Flames;

migliore attrice non protagonista a Rhea Perlman;

migliore scrittura di una serie TV (categoria commedie) a David Angell per l’episodio Old Flames.

1983

Migliore serie TV (categoria commedie) a James Burrows, Glen Charles, Les Charles (produttori esecutivi), Ken Levine, David Isaacs;

migliore regia per una serie TV (categoria commedie) a James Burrows per l’episodio Showdown parte 2;

migliore grafica e sequenza dei titoli a James Castle e Bruce Bryant per l’episodio Showdown parte 1;

migliore attrice protagonista di una serie TV (categoria commedie) a Shelley Long;

migliore scrittura per una serie TV (categoria commedie) a Glen Charles e Les Charles per l’episodio Give Me a Ring Sometime.

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(Carla e Eddy)


Curiosità:

Vera, la moglie di Norm, malgrado sia menzionata spesso, non appare mai nella serie. Nella sua unica apparizione nella serie, il volto è nascosto da una torta che Diane Lancia a Sam mancandolo.

Il set di Cheers è lo stesso che ospiterà in seguito Frasier.

Gli esterni del bar sono quelli del pub The Bull and Finch Pub di Boston. Il propritario del pub aveva concesso il diritto di filmare il suo bar in cambio di 1 dollaro.

Ogni episodio, dalla seconda stagione, iniziava con una voce del cast diversa ogni settimana che diceva "Cheers was Filmed Before a Live Studio Audience" (Cheers è stato registrato dal vivo in presenza del pubblico).

Nell’episodio Do Not Forsake Me, O My Postman compare come ospite l’attore John Mahoney, che in Frasier interpreterà il ruolo di Martin Crane, padre di Frasier.

Gli arredi usati per Cheers sono eposti all’Hollywood Entertainment Museum.

Nel corso della stagione 1985-1986, sia Shelley Long che Rhea Perlman erano incinte ma solo il personaggio interpretato da quest’ultima venne scritto come in gravidanza nella serie, Shelley Long venne invece sempre ripresa in primo piano o con la pancia nascosta dal bancone.

L’episodio numero 16 della prima stagione, Boys in the Bar, ha vinto un premio attribuito dal GLAAD (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation).

In un episodio di Cheers, Frasier dice di essere orfano di entrambi i genitori. Visto che in Frasier il padre del protagonista è invece vivo e vegeto, l’errore di continuità verrà corretto con Frasier che ammette con Sam Malone, ospite in un episodio della seconda stagione, di avere mentito per rabbia.

Nell’episodio Fear of Flying di The Simpsons (stagione 6) compare l’intero cast di Cheers in versione animata.

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(Cheers visto da The Simpsons. Foto da Wikipedia.org)


Registi:
James Burrows, Michael Zinberg, Tom Moore, Andy Ackerman, Thomas Lofaro, John Ratzenberger, Tim Berry, Rick Beren
(elenco da completare)

Autori:
Glen Charles, Les Charles, David Isaacs, Ken Levine, James Burrows, David Lloyd, Bill Steinkellner, Cherie Steinkellner, Phoef Sutton, Dan O'Shannon, David Angell, Heide Perlman, Tom Anderson, Rob Long, Dan Staley, Peter Casey, David Lee, Brian Pollack, Mert Rich, Tom Reeder, Kathy Ann Stumpe, Ken Estin, Sam Simon, Earl Pomerantz, Sue Herring, Andy Cowan, David S. Williger, Tracy Newman, Jonathan Stark, Fred Graver, Rebecca Parr Cioffi, Kimberly Hill, Jeff Abugov, Janet Leahy, Larry Balmagia, Tom Leopold

Musiche:
Craig Safan

Tema iniziale:
Where Everybody Knows Your Name, scritta da Gary Portnoy and Judy Hart Angelo cantata da Gary Portnoy

Prodotta da:
Charles/Burrows/Charles Productions, Paramount Television

Produttori:
Andy Ackerman (co-produttore), David Angell, Larry Balmagia (co-produttore), Tim Berry (produttore associato: 1982-1985, co-produttore 1985-1987), James Burrows (produttore: 1982-1984, produttore esecutivo 1984-1993), Peter Casey, Glen Charles (produttore: 1982-1984, produttore esecutivo 1984-1993), Les Charles (produttore: 1982-1984, produttore esecutivo1984-1993), Cheri Eichen (produttore esecutivo), Ken Estin (1984-1985), David Isaacs (co-produttore: 1982-1984), David Lee (1985-1987), Ken Levine (co-produttore: 1982-1983), Heide Perlman (1985-1986), Sam Simon

Durata per episodio:
circa 25 minuti

Numero di episodi:
269 suddivisi su 11 stagioni

Serie derivate:
The Tortellis (1987)
Frasier (1993-2004)

DVD

Regione 2:

Cheers: Series One [1983]

Cheers - Series 2 [1983]

Cheers - Series 3 [1983]

Cheers - Series 4

Cheers - Series 5

Cheers Season 6

 

Regione 1:

Cheers - The Complete First Season

Cheers - The Complete Second Season

Cheers - The Complete Third Season

Cheers - The Complete Fourth Season

Cheers - The Complete Fifth Season

Cheers - The Complete Sixth Season

Cheers - The Complete Seventh Season

Cheers - The Complete Eighth Season

Cheers - The Complete Ninth Season

Cheers: The Tenth Season

Veronica's Closet

Veronica’s Closet
(titolo italiano: L'atelier di Veronica, 1997-2000)

Veronicas Closet titolo

Prima trasmissione USA: 25 settembre 1997
Ultima trasmissione USA: 27 giugno 2000

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Interpreti principali e personaggi:
Kirstie Alley (Veronica “Ronnie” Chase), Kathy Najimy (Olive Massery), Wallace Langham (Josh Blair), Dan Cortese (Perry Rollins), Daryl Mitchell (Leo Michaels), Ron Silver (Alec Bilson, 1997-1999), Lorri Bagley (June Bilson Anderson, 1999-2000)

Creatori:
Marta Kauffman, David Crane


Spunto:

Veronica Chase è una ex modella, propietaria di una grande azienda produttrice di biancheria intima, che ha pubblicato un romanzo guida su come vivere una matrimonio da favola, questo a dispetto di un marito infedele che lei lascerà. La serie la vede alle prese con la sua azienda e con le sue difficoltà nella vita quotidiana.


La serie:

Serie misteriosamente sfortunata questa creata da Marta Kauffman e David Crane (già coppia creatrice di Dream On e due terzi della squadra creatrice e produttrice di Friends, il terzo è Kevin Bright che qui è produttore esecutivo), cancellata anzitempo a causa dei deludenti ascolti, Veronica’s Closet è in realtà una serie esilarante e politicamente molto scorretta su una donna manager, Veronica, detta Ronnie, Chase, impegnata a coniugare la sua attività a capo della sua azienda (che ricorda nel nome la celebre - e reale - Victoria’s Secret) con una vita privata decisamente meno fortunata.
Tipica sitcom ambientata in un posto di lavoro, Veronica’s Closet lascia grande spazio agli assistenti di Veronica: Olive, efficiente, goffa e affettuosa, il sessualmente confuso e perfido Josh, che tutti sanno essere gay fuorché lui, l’ex modello di intimo e ora non troppo brillante addetto alle pubbliche relazioni Perry e Leo, insicuro responsabile del marketing.
Se la serie da un lato ride dei luoghi comuni tipici sul mondo della moda (se una donna pensa che Parigi sia una nazione, è sicuramente una modella), dall’altra si concentra sulle miserie della vita privata di una donna di successo, lasciando enorme spazio all’eccessiva e irresistibile Kirstie Alley (che allora era reduce dal successo di Cheers e che nel 2005 avrebbe spopolato nuovamente con la miniserie quasi autobiografica Fat Actress).
Le battute sono quasi tutte politicamente scorrette, i personaggi ben caratterizzati, le vicende appassionanti ma la serie non pare attirare l’attenzione dei telespettatori americani quanto quella di quelli europei (che ne fanno presto una serie di culto) e quindi la produzione inizia, come capita spesso in questi casi, a sparigliare le carte: il marito di Veronica scompare all’inizio della seconda stagione per lasciare spazio al personaggio di Alec, milionario che diventa socio mal tollerato di Veronica e che permette agli autori di giocare sul binomio odio-attrazione sessuale tra i due protagonisti. Ma questo non basta: alla terza stagione Alec non c’è più, è morto lasciando la sua quota nell’azienda alla sua giovane e non troppo brillante vedova June, nuova antagonista di Veronica. La terza stagione fa pensare che la squadra creativa non sappia più che direzione prendere e imbocchi un vicolo cieco, con situazioni più convenzionali rispetto agli inizi.
La NBC, insoddisfatta degli ascolti (pure molto onorevoli nelle prime due stagioni) e videntemente poco convinta del suo potenziale cancella la serie prima che tutti gli episodi già registrati vadano in onda (andranno in onda sulle reti locali americane) e lasciando orfani gli europei di una serie tra le più amate degli anni ‘90.

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Posizione nella classifica degli ascolti Nielsen per stagione
(solo prime 30 posizioni):


settembre 1997-maggio 1998: 3 (Seinfeld)
settembre 1998-aprile 1999: 5 (ER)
settembre 1999-aprile 2000: - (Who Wants to Be a Millionaire?- edizione del martedì)

Premi Emmy

Malgrado una candidatura come migliore attrice protagonista a Kirstie Alley nel 1998, la serie non ha mai vinto un premio Emmy.

Curiosità:

Gli episodi mai trasmessi dalla NBC chiudevano la serie con Veronica e Perry felice coppia, Olive milionaria grazie alla vendita della sua piccola compagnia legata a internet, June responsabile dell’omicidio di Alec (fino ad allora considerato un incidente) per impossessarsi della sua quota in Veronica’s Closet, Josh finalmente gay e in coppia con Brian.

Registi:
Robert Berlinger, Shelley Jensen, Alan Rafkin, Joe Regalbuto, Michael Lembeck, Lee Shallat Chemel, Dana De Vally Piazza, Kevin Bright, Paul Miller

Autori:
Amy Sherman, Alan Dybner, Jason Firestein, Mark J. Kunerth, Tiffany Zehnal, Mike Gandolfi, Josh Bycel, Sarah Dunn, Jonathan Fener, Seth Friedman, Steve Joe, Barry Vigon

Musiche originali:
Giorgio Bertuccelli, Michael Skloff

Produzione:
Bright/Kauffman/Crane Productions, Warner Bros. Television

Produttori:
Kevin Bright, David Crane, Marta Kauffman (esecutivi)

Durata per episodio:
circa 25 minuti

Numero di episodi:
66 suddivisi su 3 stagioni


Titoli di testa della prima stagione

Frasier

Frasier (1993-2004)

Frasier titolo

Prima trasmissione USA: 16 settembre 1993
Ultima trasmissione USA: 13 maggio 2004

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Interpreti principali e personaggi:
Kelsey Grammer (Dr. Frasier Crane), David Hyde Pierce (Dr. Niles Crane), John Mahoney (Martin Crane), Jane Leeves (Daphne Moon), Peri Gilpin (Roz Doyle), "Moose" e "Enzo" (Eddie)
Dan Butler (Bob "Bulldog" Briscoe), Edward Hibbert (Gil Chesterton), Bebe Neuwirth (Lilith Sternin), Trevor Einhorn (Frederick Gaylord Crane), Harriet Sansom Harris (Bebe Glazer)

Creatori:
David Angell, Peter Casey, David Lee


Spunto:

Frasier lascia Boston (dove avevamo seguito le sue vicissitudini in Cheers) in seguito al divorzio da Lilith e fa ritorno a Seattle. Qui i suoi progetti per la sua nuova vita da solo vengono modificati quando accetta di ospitare nel suo lussuoso appartamento suo padre Martin, ufficiale di polizia (squadra omicidi) pre-pensionato in seguito a uno scontro a fuoco che l’ha lasciato leso nella deambulazione. La presenza di Martin richiede la presenza di una fisioterapista, l’inglese Daphne, che lo aiuti e del cane Eddie, da cui Martin non si separerebbe mai.
A Seattle, Frasier inizia a condurre il suo proprio programma radiofonico, dedicato a consulti psichiatrici telefonici con gli ascoltatori, la cui produttrice è Roz Doyle.
Presenza costante nella vita di Frasier è suo fratello Niles, con cui condivide il suo tempo libero nella sua quasi interezza.
La serie segue le vite dei personaggi sviluppandole episodio dopo episodio.


La serie:

Quando il personaggio di Frasier Crane debutta nell’autunno 1984 in Cheers (la serie creata da James Burrows, Glen Charles e Les Charles), in qualità di promesso sposo mollato all’altare da Diane Chambers, appare chiaro che ha un forte potenziale ma il suo sviluppo è un po’ bloccato dalla massiccia presenza di personaggi della serie.
Sarà necessario attendere il 1993 (e la fine di Cheers) per vederlo protagonista, come merita, di una serie a lui interamente dedicata.
Frasier, nella sua serie, lasciata Boston, divorzato dalla moglie Lilith, e fatto ritorno nella sua Seattle, lavora in una stazione radiofonica dove la sua trasmissione quotidiana di consulenza psichiatrica ha grande successo.
Sul versante privato, condivide il suo lussuoso appartamento con il padre Martin, ruvido e rustico ex poliziotto rimasto leso in uno scontro a fuoco, e la terapista di quest’ultimo Daphne, un’inglese dalla lingua tagliente e, almeno all’inizio, convinta di essere capace di premonizioni.
Completa il quadro il fratello minore di Frasier, Niles, anch’esso psichiatra, che guarda all’attività radiofonica del fratello con malcelato disgusto (e ancora più malcelata invidia).
Niles è sposato con la ricca e nevrotica Maris che, spesso citata mai si vedrà nella serie, ma ha un debole per Daphne, per la quale prova un amore che rimarrà inespresso per molte stagioni della serie.
Gli scontri tra i personaggi (Frasier-Marty, Frasier-Niles), non sono mai protagonisti della serie, come spesso capita, bensì motore di momenti comici. I personaggi stessi non sono bidimensionali ma godono di uno spessore che giova anche ai personaggi leggermente più marginali come quelli di Roz Doyle, produttrice della trasmissione di Frasier e che, alla ricerca del principe azzurro, non disdegnerà di accompagnarsi a qualsiasi rospo le si pari davanti.
Frasier è un “bon-vivant”, tutt’altro che leggermente snob, che ama il buon cibo, il buon vino e qualsiasi evento mondano comprenda musica classica e lirica. I suoi tentativi di abbandonare la vita da single falliscono regolarmente e così condivide la sua vita sociale per lo più con il fratello, sempre solo, da par suo, a causa delle frequenti crisi della moglie.
Marty ha gusti semplici e pare provare un certo piacere nel prendere in giro i figli.
Se Cheers era già un esempio di buona scrittura, Frasier lo supera in quanto a raffinatezza e acume nel gestire la comicità senza mai ricorrere ai luoghi comuni tipici delle sitcom, alle battute scontate o trite.
Creata da David Angell, Peter Casey e David Lee (già autori per Cheers), Frasier segue le storie non abbandonandole ad ogni episodio e questo fa sì che alcune situazioni mutino forma (ad esempio le telefonate degli ascoltatori fatte in realtà da personalità famose, inizialmente importanti e quindi sempre più marginali, il rapporto tra Niles e sua moglie e quello tra lui e Daphne) contribuendo a portare spessore nei personaggi. Se il tormentone sarà a lungo l’amore di Niles per Daphne, per esempio, prima o poi questa storia troverà uno sbocco senza che questo nuocia, al contrario, alla vicenda. Anche il riavvicinamento tra Frasier e la ex moglie Lilith (personaggio stupendo per comicità) avrà breve durata senza venire sfruttato come tormentone.
Questo dei cambiamenti nelle vite dei personaggi che non deludono gli spettatori pare essere un caso raro nel mondo delle sitcom dove, si sa, ogni cambiamento rischia di apparire come una forzatura e non ha raramente creato disaffezione nel pubblico fino a, in non pochi casi, decretare la chiusura in seguito a sensibili cali nell’ascolto.
Se la serie, a metà della sua esistenza, avrà la tendenza a trasformarsi talvolta in una farsa, Frasier non conoscerà mai un momento di stanca e chiuderà al suo dodicesimo anno (con ben 37 premi Emmy alle spalle) godendo ancora del favore di pubblico e critica, cosa che lo definisce come una rarità nel panorama delle sitcom.

Personaggi e interpreti:

Frasier Crane

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Frasier Winslow Crane (Kelsey Grammer) appare in Wings e in Cheers, prima di approdare alla sua propria sitcom, diventando così, grazie alle sue apparizioni nelle tre serie, uno tra i personaggi più longevi della televisione americana.
I suoi studi a Oxford e Harvard ma soprattutto il suo ego smisurato lo fanno essere molto sicuro si sè, malgrado non riesca ad avere relazioni stabili con le donne. Infatti, se in Cheers difficilmente aveva relazioni con l’altro sesso, il successo ottenuto con la trasmissione in radio lo trasforma miracolosamente in oggetto di concupiscenza. Raramente però le sue relazioni durano più dello spazio di un episodio.
Amante della bella vita e dotato di gusti decisamente esclusivi (abiti firmati, vini, ristoranti esclusivi), Frasier è inevitabilmente pomposo e snob.

Martin Crane (John Mahoney)

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Martin, detto Marty, è un ufficiale di polizia in pensione. Vedovo, reso claudicante da una pallottola che lo ha colpito durante una missione di polizia, vive con Frasier nel suo lussuoso appartamento, dove ha avuto l’ardire di portare una vecchia e lisa poltrona reclinabile e il suo cane Eddie, entrambi mal tollerati da Frasier. Nei primi episodi appare ossessionato dallo studio su un caso di omicidio rimasto insoluto ed è solito mostrare le raccapriccianti foto della scena del crimine (riuscirà poi a risolverlo).
Si verrà a sapere che sua moglie Hester Rose gli era stata infedele ma che lui ha sempre preferito far pensare ai figli che fosse stato lui il marito infedele per proteggere la memoria di lei.
Concreto, dai gusti semplici (birra e sport in televisione contro vini pregiati e opera) e quindi piuttosto distante dai suoi due figli, con cui le incomprensioni sono frequenti, riuscirà ad accorciare le distanze tra loro nel corso della serie.
Personaggio in realtà molto simpatico, è infine dotato di una saggezza più concreta (e quindi spesso e volentieri più efficace) di quella che i figli pensano di possedere.
Molto affezionato alla sua terapista personale Daphne e alla produttrice di Frasier Roz, Marty sembra inizialmente riluttante a impegnarsi in nuove relazioni con donne, ma alla fine si sposerà con la baby sitter che Frasier e Niles avevano da bambini.

Niles Crane (David Hyde Pierce)

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Psichiatra come suo fratello Frasier, Niles ha con lui un rapporto di grande vicinanza e nel contempo di enorme competizione. Se ne disprezza il lavoro in radio, che intende come una mercificazione della nobile scienza della psichiatria, si capisce benissimo che non esiterebbe nemmeno un secondo a sostituirlo.
Fastidiosamente snob, addirittura più di suo fratello, Niles è sposato per le prime stagioni con la miliardaria Maris, che non appare mai nella serie ma la cui assenza viene talvolta giustificata con il suo essere in viaggio e, molto più spesso, con il suo essere vittima di episodi di crisi nervose o di panico.
Niles, da par suo, è attratto da sempre da Daphne ma non riuscirà ad esprimere i suoi sentimenti se non ben oltre la metà della serie, proprio mentre Daphne è a un passo dall’altare.
Goffo, nevrotico (si pulisce sempre la mano con il fazzoletto dopo averla porta a qualcuno) e spesso vittima di crisi di ansia, Niles diventerà padre con Daphne di David, così chiamato in memoria di David Angell, co-creatore della serie e morto mentre viaggiava su uno dei due aerei che colpirono le torri del World Trade Center l’11 settembre 2001.

Roz Doyle (Peri Gilpin)

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Produttrice del programma radiofonico di Frasier è anche la sua amica più stretta, grazie anche alla pazienza che dimostra nell’accettare le battute che lui ama farle riferendosi soprattutto alla sua movimentata vita sentimentale.
Nel 1997 Roz rimarrà incinta dopo una fugace relazione con un ventenne e dovrà lottare con i genitori di lui che ne chiedono l’affidamento.

Bob 'Bulldog' Briscoe (Dan Butler)

Conduce la trasmissione sportiva che segue quella di Frasier.
Irritante, maschilista e grezzo, amante delle battute grevi, il suo nome viene dall’abitudine di ululare ogni qualvolta vede una donna attraente.
Innamorato non ricambiato di Roz, con cui avrà una fugacissima storia, Bulldog passerà dall’essere una presenza occasionale all’essere regolare (con tanto di nome nei titoli di testa) tra la quarta stagione e la sesta.


Daphne Moon (Jane Leeves)

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Assunta come fisioterapista per Marty, la sua presenza sarà costante grazie alla sua disponibilità ad assumersi molti altri compiti in casa.
Daphne è inglese, di Manchester, come tradisce il suo forte accento.
Simpatica ed eccentrica, è convinta di avere di avere doti medianiche ed è disposta a giustificare le sue premonizioni in modo pretestuoso.
Oggetto inconsapevole dell’amore di Niles, si accorgerà di amarlo solo quando lui, ormai rassegnata, sposa Mel. Deciderà quindi di proseguire nella sua vita sposando Donny ma lo lascerà all’altare per scappare con Niles, con cui poi si sposerà.

Bebe Glazer (Harriet Sansom Harris)

Aggressiva, prepotente, bugiarda e invadente, è l’agente che rappresenta Frasier, Bulldog e Roz. È capace di fingere un tentativo di suicidio per ottenere migliori condizioni contrattuali per il suo protetto (e conseguentemente un migliore compenso per sé).

Eddie (Moose, 1993-2000, Enzo, 2000-2004)

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Eddie è il Jack Russell Terrier di Martin Crane. Mentre reagisce ai comandi di Martin e Daphe, pare avere verso Frasier una sana indifferenza, addirittura un atteggiamento persecutorio quando nei primi episodi la sua attività preferita era quella di fissare l’insofferente Frasier qualsiasi cosa stesse facendo. Moose, l’Eddie originale, venne sostituito nel 2000 da Enzo. A quel tempo Eddie aveva 1o anni.

Gli autori:

Peter Casey e David Lee, allora autori per The Jeffersons, mandano il copione per un episodio di Cheers ai fratelli Glen e Les Charles, autori della serie. Una risposta però non arriva, perché i fratelli Charles sono in vacanza. A questo punto David e Peter accettano un rinnovo di contratto di un anno per The Jeffersons per ricevere una risposta positiva per Cheers appena tre giorni dalla firma del contratto di rinnovo. Quando, un anno dopo, approdano a Cheers grazie ai fratelli Charles che hanno scelto di aspettarli, si uniscono a David Angell, già autore per Archie Bunker’s Place, con cui fonderanno la loro casa di produzione Grub Street, che produrrà Frasier.

Frasier07

Posizione nella classifica degli ascolti Nielsen per stagione
(solo prime 30 posizioni):


settembre 1993-aprile 1994: 7 (60 Minutes)
settembre 1994-aprile 1995: 15 (Seinfeld)
settembre 1995-aprile 1996: 11 (ER)
settembre 1996-aprile 1997: 16 (ER)
settembre 1997-aprile 1998: 10 (Seinfeld)
settembre 1998-aprile 1999: 3 (ER)
settembre 1999-aprile 2000: 6 (Who Wants to Be a Millionaire?- edizione del martedì)
settembre 2000-aprile 2001: 17 (Survivor)
settembre 2001-aprile 2002: 14 (Friends)
settembre 2002-aprile 2003: 26 (C.S.I.)


Premi Emmy

2004

Migliore attore protagonista di una serie TV (categoria commedie) a Kelsey Grammer;

migliore attore non protagonista in una serie TV (categoria commedie) a David Hyde Pierce;

migliore attrice ospite in una serie TV (categoria commedie) a Laura Linney
per il ruolo di Charlotte;

migliore direzione artistica per una serie girata con più camere a Roy Christopher (production designer), Amy Skjonsby-Winslow (art director), Ron Olsen (scenografo) per l’episodio Freudian Sleep/Caught In The Act;

migliore montaggio per una serie a Ron Volk per l’episodio Goodnight, Seattle;

migliore montaggio audio per una serie girata con più camere a Thomas J. Huth (re-recording mixer), Andre Caporaso (re-recording mixer), Robert Douglass (re-recording mixer), Dana Mark McClure (production sound mixer)per l’episodio The Doctor Is Out.

2003

Migliore montaggio per una serie a Ron Volk per l’episodio Rooms With A View;

2002

Migliore attore ospite in una serie TV (categoria commedie) a Anthony LaPaglia
per il ruolo di Simon;

Migliore montaggio per una serie a Ron Volk per l’episodio The Proposal;

migliore montaggio audio per una serie girata con più camere a Thomas J. Huth (re-recording mixer), Andre Caporaso (re-recording mixer), Robert Douglass (re-recording mixer), Dana Mark McClure (production sound mixer)per l’episodio Bla-Z-Boy.

2001

Migliore attore ospite in una serie TV (categoria commedie) a Derek Jacobi per il ruolo di Jackson Riley;

migliore attrice ospite in una serie TV (categoria commedie) a Jean Smart per il ruolo di Lana Gardner;


Migliore montaggio per una serie a Ron Volk per l’episodio Daphne Returns.

2000

Migliore attrice ospite in una serie TV (categoria commedie) a Jean Smart per il ruolo di Lana Gardner;

Migliore montaggio per una serie a Ron Volk e Scott Maisano per l’episodio Something Borrowed, Someone Blue.


1999

Migliore attore non protagonista in una serie TV (categoria commedie) a David Hyde Pierce;

migliore scrittura di una serie TV (categoria commedie) a Jay Kogen per l’episodio Merry Christmas, Mrs. Moskowitz.

1998

Migliore serie TV (categoria commedie) a David Angell (produttore esecutivo), Peter Casey (produttore esecutivo), David Lee (produttore esecutivo), Christopher Lloyd (produttore esecutivo), Joe Keenan (co-produttore esecutivo), Jay Kogen (supervisore alla produzione), Jeffrey Richman (supervisore alla produzione) Maggie Randell, Suzanne Martin, Rob Greenberg, David Lloyd (produttore), Mary Fukuto (co-produttore), Lori Kirkland (co-produttore);

migliore attore protagonista di una serie TV (categoria commedie) a Kelsey Grammer;

migliore montaggio per una serie a Ron Volk per l’episodio Room Service;

migliore attore non protagonista in una serie TV (categoria commedie) a David Hyde Pierce.

1997

Migliore serie TV (categoria commedie) a David Angell (produttore esecutivo), Peter Casey (produttore esecutivo), David Lee (produttore esecutivo), Christopher Lloyd (produttore esecutivo), Chuck Ranberg (supervisore alla produzione), Anne Flett-Giordano (supervisore alla produzione), Joe Keenan (supervisore alla produzione), Michael B. Kaplan (supervisore alla produzione), Maggie Randell (produttore), William Lucas Walker (produttore), Suzanne Martin (produttore), Rob Greenberg (co-produttore), Mary Fukuto (co-produttore);

migliore regia di una serie TV (categoria commedie) a David Lee per l’episodio To Kill a Talking Bird.

1996

Migliore serie TV (categoria commedie) a Peter Casey (produttore esecutivo), Peter Casey (produttore esecutivo), David Lee (produttore esecutivo), Christopher Lloyd (produttore esecutivo), Vic Rauseo (produttore esecutivo), Linda Morris (produttore esecutivo), Steven Levitan (co-produttore esecutivo), Maggie Randell, Chuck Ranberg, Anne Flett-Giordano, Joe Keenan (co-produttore), Jack Burditt (co-produttore), Mary Fukuto (co-produttore);

migliore montaggio per una serie a Ron Volk per l’episodio Diane Comes Back;

migliore montaggio audio per una serie girata con più camere a Dana Mark McClure (production mixer), Thomas J. Huth (re-recording mixer), David M. Weishaar (re-recording mixer), Robert Douglass (re-recording mixer) per l’episodio Kisses Sweeter Than Wine;


migliore scrittura di una serie TV (categoria commedie) a Joe Keenan, Christopher Lloyd, Rob Greenberg, Jack Burditt, Chuck Ranberg, Anne Flett-Giordano, Linda Morris, Vic Rauseo per l’episodio Moondance.

1995

Migliore serie TV (categoria commedie) a Peter Casey (produttore esecutivo), Peter Casey (produttore esecutivo), David Lee (produttore esecutivo), Christopher Lloyd (produttore esecutivo), Vic Rauseo (co-produttore esecutivo), Linda Morris (co-produttore esecutivo), Steven Levitan (co-produttore esecutivo), Maggie Randell (produttore), David Pollock (produttore), Elias Davis (produttore) Chuck Ranberg (co-produttore), Anne Flett-Giordano (co-produttore), Joe Keenan (co-produttore), Jack Burditt (co-produttore), Mary Fukuto (co-produttore);

migliore regia di una serie TV (categoria commedie) a David Lee per l’episodio The Matchmaker;

migliore scrittura di una serie TV (categoria commedie) a Chuck Ranberg e Anne Flett-Giordano per l’episodio An Affair To Forget;

migliore attore protagonista di una serie TV (categoria commedie) a Kelsey Grammer;

migliore attore non protagonista in una serie TV (categoria commedie) a David Hyde Pierce.

1994


Migliore serie TV (categoria commedie) a Peter Casey (produttore esecutivo), Peter Casey (produttore esecutivo), David Lee (produttore esecutivo), Christopher Lloyd (co-produttore esecutivo), Vic Rauseo (consulente alla produzione), Linda Morris (consulente alla produzione), Denise Moss (supervisore alla produzione), Sy Dukane (supervisore alla produzione), Maggie Randell (produttore);

migliore regia di una serie TV (categoria commedie) a James Burrows per l’episodio The Good Son;

migliore montaggio per una serie a Ron Volk per l’episodio The Show Where Lilith Comes Back;


migliore scrittura di una serie TV (categoria commedie) a David Angell, Peter Casey, David Lee per l’episodio The Good Son;

migliore attore protagonista di una serie TV (categoria commedie) a Kelsey Grammer.

Frasier08

Curiosità:

Nei primi episodi, le telefonate degli ascoltatori del programma di Frasier erano nella realtà persone famose come, tra le tante, Jennifer Jason Leigh, Pat Boone, Andy Garcia, Daryl Hannah, Rufus Wainwright, Stephen King, Ron Howard, William H. Macy, Rob Reiner, Halle Berry, John Cusak, Katarina Witt, Paul Mazursky, Carly Simon, Elijah Wood.
La tellefonata di Cindy Crawford, come Dorothy, la manicure di Roz, va in onda per errore quando Roz sbaglia linea.

Per il ruolo di Roz la produzione aveva pensato a Lisa Kudrow (Mad About You, Friends) ma venne sostituita quando la produzione partì.

Maris, la moglie di Niles, viene spesso citata ma non appare mai nella serie, esattamente come Vera, la moglie di Norm in Cheers.

Il personaggio di Frasier era stato pensato come figlio unico ma cambiò quando uno dei produttori vide una foto di David Hyde Pierce trovandolo molti simile a com’era Frasier ai tempi di Cheers.

Nell’ottava stagione viene detto che Daphne avrebbe perso un preciso numero di chili, pari esattamente al peso della figlia di Jane Leeves (l’attrice che interpretava Daphne) nata nel corso della stagione e che aveva imposto un temporaneo allontanamento dell’attrice per permetterle di proseguire la sua gravidanza.

David Hyde Pierce ha dichiarato di non avere avuto nella vita reale alcun interesse verso vini e musica lirica (le sue principali passioni nella serie). Per ironia, a fargli nascere queste due passioni è stato John Mahoney, il cui personaggio di Martin Crane detestava entrambe le cose.

Tutti i personaggi principali di Cheers sono apparsi in almeno un episodio di Frasier, ad eccezione di Rebecca (Kirstie Alley) e Coach (in italiano Allenatore, interpretato da Nicholas Colasanto). Questo ultimo era morto nel 1985 mentre ancora appariva in Cheers.

John Mahoney (Martin Crane) è nato a Blackpool, Lancashire, in Inghilterra ed è cresciuto a Manchester, città di cui è originario il personaggio di Daphne.

Lo studio dove veniva registrato Frasier era lo stesso in cui era stato costruito il bar di Cheers.

In un episodio dell’ottava stagione di Cheers, Frasier dice che suo padre è morto e che lavorava come scienziato. L’apparizione di Ted Danson (il Sam Malone di Cheers) come ospite in un episodio della seconda serie di Frasier rappresenta l’occasione di correggere l’errore di continuità facendo dichiarare a Frasier di avere mentito mosso da un momento di rabbia verso il padre.

Nell’episodio finale della serie appaiono i tre fratelli di Daphne, giunti tutti dall’Inghilterra. Nella realtà nessuno degli attori che li interpreta è inglese. Sono In realtà l’australiano Anthony LaPaglia, lo scozzese Robbie Coltrane e Richard E. Grant, originario dello Swaziland).

Malgrado la serie sia ambientata a Seattle, un unico episodio (il centesimo) è stato realizzato in quella città. Gli altri erano girati negli studi della Paramount a Los Angeles.

Frasier è stata votata nel 2006 da una giuria composta da scrittori, attori e produttori di sitcom inglesi come la migliore sitcom di tutti i tempi nel corso della trasmissione The Ultimate Sitcom, realizzata da Channel Four.


Registi:
David Lee, James Burrows, Pamela Fryman, Kelsey Grammer, Philip Charles MacKenzie, Jeff Melman, Sheldon Epps, Katy Garretson, Andy Ackerman, Wil Shriner, Robert H Egan, Scott Ellis, Jerry Zaks, Rick Beren, Gordon Hunt, Dan Butler, Joyce Gittlin, Ken Lamkin, Ken Levine, Alan Myerson, Cynthia J Popp, Stuart Ross

Autori:
David Angell, Peter Casey, Glen Charles, Les Charles, David Lee, Joe Keenan, Danita Jones, Lori Kirkland, Christopher Lloyd, Anne Flett-Giordano, Chuck Ranberg, David Lloyd, Bob Daily, Sam Johnson, Chris Marcil, Jon Sherman, Rob Hanning, Rob Greenberg, Jeffrey Richman, David Isaacs, Suzanne Martin, Jay Kogen, Eric Zicklin, Ken Levine, Linda Morris, Vic Rauseo, Dan O'Shannon, Saladin K. Patterson, Heide Perlman, Sy Dukane, Denise Moss, Steven Levitan, Mark Reisman, Patricia Breen, Michael B. Kaplan, Jack Burditt, Janis Hirsch, Gayle Abrams, Leslie Eberhard, Don Seigel, Elias Davis, David Pollock, Dan Cohen, F.J. Pratt, William Lucas Walker, Charlie Hauck, Alex Gregory, Peter Huyck.

Musiche originali:

Bruce Miller

Tema finale:
Tossed Salads and Scrambled Eggs, scritta da Darryl Phinnessee e Bruce Miller e cantata da Kelsey Grammer

Produzione:
Grub Street Productions, Paramount Network Television Productions

Produttori:
David Angell, Peter Casey, David Lee, Christopher Lloyd, Dan O'Shannon, Mark Reisman, Kelsey Grammer, Rob Hanning, Sam Johnson, Joe Keenan, Lori Kirkland, Chris Marcil, Jon Sherman (esecutivi)
Elias Davis, David Pollock, Maggie Randell, Chuck Ranberg, Anne Flett-Giordano, Gayle Abrams, Maggie Blanc, Bob Daily, Rob Greenberg, Lori Kirkland, Suzanne Martin, Saladin K Patterson, William Lucas Walker, Eric Zicklin

Durata per episodio:

circa 25 minuti

Numero di episodi:
265 suddivisi su 11 stagioni


Serie Derivata da:
Cheers (1982-1993)

 

DVD

Regione 1:

Frasier - The Complete First Season

Frasier - The Complete Second Season

Frasier - The Complete Third Season

Frasier - The Complete Fourth Season

Frasier - The Complete Fifth Season

Frasier - The Complete Sixth Season

Frasier - The Complete Seventh Season

Frasier - The Complete Eighth Season

Frasier - The Ninth Season

Frasier - The Tenth Season

Frasier - The Complete Final Season

 

Regione 2


Frasier: Complete Series 1 [1994]

Frasier: Complete Series 2

Frasier: Complete Series 3

Frasier - Complete Series 4

Frasier - Series 5

Frasier Season 6

One Day at a Time

One Day at a Time (1975-1984)
(titolo italiano: Giorno per giorno)

One Day at a Time titolo

Prima trasmissione USA: 16 settembre 1975
Ultima trasmissione USA: 2 settembre 1984

One Day at a Time01
(Valerie Bertinelli, Bonnie Franklin e Mackenzie Phillips)

Interpreti principali e personaggi:
Bonnie Franklin (Ann Romano), Mackenzie Phillips (Julie Cooper Horvath, 1975-80 e 1981-83), Valerie Bertinelli (Barbara Cooper), Pat Harrington Jr. (Dwayne F. Schneider), Nanette Fabray (Katherine Romano, 1979-84), Richard Masur (David Kane, 1975-1976)

Creatori:
Whitney Blake e Allan Manings (serie sviluppata da Norman Lear)

Spunto:

Divorziata dopo 17 anni di matrimonio, Ann Romano torna nella sua città natale, Indianapolis, e lì si ritrova sola a confrontarsi con la vita da madre single di due figlie, una di 15 e l’altra di 17 anni.

La serie:

Creato dalla coppia (anche nella vita) formata da Whitney Blake (attrice negli anni ‘50 e ‘60 in serie, tra le tante, come Bonanza, Batman e la sitcom Hazel) e l’autore televisivo Allan Manings (Good Times, Rowan & Martin's Laugh-In), One Day at a Time venne sviluppata da Norman Lear, che le diede le caratteristiche delle sue serie già note come All in the Family, Maude, The Jeffersons (per citarne solo tre), ossia un legame stretto con la vita reale e i suoi drammi da cui fare scaturire la commedia.
Effettivamente la serie ha una connotazione drammatica non usuale per la sitcom classica, con le storie che parlano dei problemi di una donna recentemente divorziata che cresce sola due figlie e cerca di scendere a patti con una vita non sempre facile.
Ann Romano, l’attrice Bonnie Franklin, è una donna che soffre del disagio di essere passata dall’essere figlia all’essere moglie e madre, sentendo di avere perso qualcosa di sé. In cerca di indipendenza, dopo avere lasciato il marito si trasferisce a Indianapolis con le due figlie, la diciassettenne Julie (l’attrice Mackenzie Phillips, figlia di John e Michelle Phillips, del gruppo Mamas and Papas) e la quindicenne Barbara (l’attrice Valerie Bertinelli).
Nelle sue vicissitudini quotidiane, Ann trova una spalla cui appoggiarsi in Schneider, il custode dello stabile in cui vive, personaggio che molto spesso ruba la scena alle protagoniste e che corteggia Ann.
La serie si concluderà con le ragazze sposate, Ann che si trasferisce a Londra e Schneider in Florida per prendersi cura dei suoi nipoti rimasti orfani.
Seconda (con le sue nove stagioni), insieme a All in the Family e dopo The Jeffersons (undici stagioni), serie più longeva tra quelle prodotte da Norman Lear, la vita di One Day at a Time venne resa difficoltosa dalla tossicopendenza di Mackenzie Phillips che per i suoi problemi venne licenziata nel 1980 per poi essere riassunta nel 1981. Una ricaduta nei suoi problemi le costerà il licenziamento per una seconda volta nel 1983.

One Day at a Time02

Posizione nella classifica degli ascolti Nielsen per stagione
(solo prime 30 posizioni):


settembre 1975-aprile 1976: - (All in the Family)
settembre 1976-aprile 1977: 8 (Happy Days)
settembre 1977-aprile 1978: 10 (Laverne & Shirley)
settembre 1978-aprile 1979: 18 (Laverne & Shirley)
settembre 1979-aprile 1980: 10 (60 Minutes)
settembre 1980-aprile 1981: 11 (Dallas)
settembre 1981-aprile 1982: 10 (Dallas)
settembre 1982-aprile 1983: 16 (60 Minutes)
settembre 1983-aprile 1984: - (Dallas)

Premi Emmy

1984

Premio per il migliore attore non protagonista di una serie (categoria commedie) a Pat Harrington Jr.


1982

Premio per la migliore regia di una serie TV (categoria commedie) a Alan Rafkin (per l’episodio Barbara's Crisis).

One Day at a Time04

Registi:
Alan Rafkin, Norman Campbell, Hal Cooper, Selig Frank, Howard Morris, Noam Pitlik, Don Richardson, John Robins

Autori:
Joseph Bonaduc, Dick Bensfield, Perry Grant, James R. Stein, Doug Bailey, Michael S. Baser, Bob Baublitz, Whitney Blake, Ron Bloomberg, Anthony Bonaduce, Celia Bonaduce, Gladys Christman, Anne Convy, Elias Davis, Jack Elinson, Linda Elstad, Deidre Fay, Stephanie Garman, Jill Gordon, Paul Haggis, Pat Harrington Jr., Lindsay Harrison, Kimberly Hill, Janis Hirsch, Arnold Horwitt, Bob Illes, Gary Jacobs, James Burr Johnson, Ed Jurist, Kris Kincade, Dinah Kirgo, Julie Kirgo, Norman Lear, C.M. Leon, Allan Manings, Linda Marsh, Mitzi McCall, Jordan Moffet, Winston Moss, Peter Noah, Norman Paul, Paul Perlove, Margie Peters, David Pollock, Kathryn Reback, Bill Reed, Brad Rider, Annie Caroline Schuler, David Silverman, Stephen Sustarsic, Bernie Thomann, Joe Viola, Gy Waldron, Margaret Weisman, Hollace White, Alfred Wilson, Jerry Winnick, Bud Wiser, Stuart Wolpert

Musiche originali:
Jeff Barry

Tema iniziale:
This Is It, scritto da Jeff Barry.

Produzione:
Allwhit Inc., Embassy Television, TAT Communications Company

Produttori:
Jack Elinson (esecutivo), Alan Rafkin, Bob Illes, Norman Lear (esecutivo), Patricia Fass Palmer

Durata per episodio:
circa 25 minuti

Numero di episodi:
209 suddivisi in nove stagioni

One Day at a Time03

Curiosità sulla serie:

Esisteva l’intenzione di sfruttare il personaggio di Schneider per uno spin-off interamente dedicato a lui, ma il progetto non prese mai forma.

Nel 2005 il cast principale della serie si è riunito per The One Day at a Time Reunion, trasmesso dalla CBS, in cui sono stati trasmessi spezzoni della serie commentati dal cast a trent’anni di distanza dalla prima messa in onda della serie.

DVD

One Day at a Time - The Complete First Season