It's Always Sunny in Philadelphia

It’s Always Sunny in Philadelphia (2005-)

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Prima trasmissione USA: 4 agosto 2005

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(da sinistra: Mac, Dennis, Dee, Charlie)

Interpreti principali e personaggi:

Charlie Day (Charlie Kelly), Rob McElhenney (Mac), Glenn Howerton (Dennis Reynolds), Kaitlin Olson (Deandra "Sweet Dee" Reynolds), Danny DeVito (Frank Reynolds, 2006-)

Creatore:

Rob McElhenney

Spunto:

Quattro amici, Charlie, Mac e i gemelli Dee e Dennis, gestiscono un pub irlandese in una zona depressa di Philadelphia e trascorrono il loro tempo emettendo giudizi, bevendo, mettendosi in grossi guai che coinvolgono temi come aborto, possesso di armi, schiavismo, abusi sessuali con minori e razzismo.

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(il cast scimmiotta la sigla iniziale di Friends)

La serie

It’s Always Sunny in Philadelphia nasce, con il titolo It's Always Sunny on TV, da un’idea di Rob McElhenney, il Mac della serie, e quindi come pilota girato in video con una spesa inferiore ai 100 dollari, ossia il costo delle videocassette, dagli stessi interpreti.
Visto l’episodio pilota, i produttori del network FX offrono 400’000 dollari per girare la prima stagione. Il successo della prima stagione, conseguenza del passaparola, garantisce la messa in produzione di una seconda, che vede l’arrivo di Danny DeVito nel ruolo del padre di Dennis e Dee. Spesso definita una sorta di Seinfeld con il cinismo elevato all’ennesima potenza, effettivamente la serie, come il modello non dichiarato, segue i suoi personaggi nelle vicissitudini quotidiane e ne svela le caratteristiche comuni, che però qui sono decisamente meno frenate: il disinteresse più totale per tutto ciò che non li riguarda direttamente, l’assenza di qualsiasi etica e aspirazione, nonché la capacità di calpestare chiunque possa impedire il raggiungimento di uno scopo, anche il più inutile.

Dennis: Odio ascoltare i sogni degli altri. È come guardare in una pila di fotografie.
Se non vi sono ritratto io o qualcuno che stia facendo sesso, non me frega niente!

I temi trattati sono i più disparati: razzismo (i ragazzi non vogliono che il loro pub sia frequentato da gay, ma quando vedono gli incassi cambiano immediatamente idea), malattia (Charlie finge di essere malato di cancro per manipolare i suoi amici e ottenere di andare a letto con la cameriera del vicino coffe shop, oggetto dei suoi desideri), droga (Dennis e Dee decidono di darsi al crack perché le tracce nel sangue giustifichino la loro richiesta del sussidio di disoccupazione ma poi ne diventano dipendenti), l’aborto (Mac diventa un fervente antiabortista unicamente per fare sesso con un’attivista) e via dicendo.
L’arrivo di Danny DeVito, padre dei Dee e Dennis, giustificato con il suo desiderio di riavvicinarsi ai figli dopo il divorzio dalla cinica (anche lei) e avida moglie, porta nuova linfa alle storie: il suo personaggio è totalmente privo di scrupoli e di morale ed è spesso impegnato nel seminare zizzania tra gli altri personaggi.
Esilarante, i testi sono scritti dagli attori stessi, con i personaggi otttimamente caratterizzati senza che questo li costringa in uno stereotipo, It’s Always Sunny in Philadelphia pare a tratti quasi una raccolta di cortometraggi con storie che si aprono e chiudono nello spazio di un episodio, tutte dominate da un tema preciso, anche se talvolta una sorta di continuità nelle trame rimane.
Una tra le serie più intelligenti e divertenti degli ultimi anni.

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Personaggi

Dennis Reynolds (Glenn Howerton)

Fratello gemello di Dee, Dennis è vanesio e solo apparentemente sicuro di sé (gli basta vedersi in un filmato per andare in crisi e iniziare un digiuno perché il viso gli è sembrato grasso). Dennis è un ragazzo di buona famiglia, veste bene e guida un fuoristrada. Ha successo con le donne ma questo non gli impedisce di provare invidia per i successi altrui. Ovviamente il suo egocentrismo gli impedisce di notare chi lo circonda.

Deandra "Sweet Dee" Reynolds (Kaitlin Olson)

Sorella gemella di Dennis, condivide con lui la vanità ma non il successo in amore, visto che tende a innamorarsi di persone incapaci di ricambiarla (preti, gay, minorenni) Egoista ed egocentrica, le persone che si rivolgono a lei perché in difficoltà la mettono solo in serio imbarazzo. Aspirante attrice da una decina di anni, non fa nulla per rendere reale il suo sogno ma ne parla come se stesse per realizzarsi di lì a poco. Come gli altri personaggi, ha una certa tendenza all’abuso di alcol, soprattutto per contrastare il suo senso di inadeguatezza.

Mac (Rob McElhenney)

Mac condivide con Dennis la proprietà del pub, un appartamento e, talvolta, l’attrazione per la stessa donna. Suo padre è in carcere per una serie di reati e il suo tentativo di riavvicinarsi a lui passa necessariamente attraverso un piano del padre per portare eroina, che Mac dovrebbe introdurre nell'ano, all'interno del carcere. Esce con una transessuale che non si è ancora sottoposta all’intervento per la rimozione del pene dichiarando di voler essere il primo della fila quando l’ingombro non ci sarà più ma il sospetto che la sua presenza non gli dispiaccia è forte.

Charlie Kelly (Charlie Day)

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(Charlie scopre che fingersi un reduce dal Vietnam impietosisce e attira le ragazze)

Amico di infanzia di Mac, Charlie al pub è il responsabile dei lavori più disgustosi e umilianti. Dislessico, come si può notare in un episodio, ma forse addirittura analfabeta, è anche il più ingenuo e sfortunato. Abituato a bere sin dalle prime ore del mattino, vive in un appartamento che i suoi amici sono soliti definire come una fogna.
Profondamente disonesto e sempre pronto a imbarcarsi nelle più improbabili imprese, Charlie aspira a diventare un criminale, naturalmente con esiti disastrosi.
Pare soffrire molto per non avere mai conosciuto suo padre, anche se un colpo di scena nell’ultimo episodio della seconda stagione cambierà questo stato di cose, non si sa con quanta soddisfazione da parte sua. Malgrado il cinismo, sembra il più indifeso e per questo suscita tenerezza in tutti, fuorché nei suoi amici che di lui approfittano di continuo.

Frank Reynolds (Danny DeVito)

Dennis e Dee lo conoscono come loro padre (ma un colpo di scena farà capire che non lo è). Frank vive la crisi della mezza età e non arretra mai di fronte agli intenti più estremi dei ragazzi. Anzi, ne è spesso il catalizzatore. Ama le donne, soprattutto quelle a pagamento che cerca però di avere senza sborsare un quattrino usando gli espedienti più vergognosi, e odia la sua ex moglie, che chiama senza termini, soprattutto in pubblico, “la mia ex moglie puttana”.

Curiosità sulla serie:

Ogni episodio si chiude con il logo della RCH con gli attori che recitano una frase al contrario. Nella prima stagione, avanzando velocemente, si nota che la frase recita: "You are stupid for playing this forward". Nella seconda: "Is it brown? Is it brown? Is it brown? Good work. Is it brown? Is it brown? Is it brown? Good work", nella terza: "Make it brown, Make it brown, make it brown, Make it brown!"

Danny DeVito ha girato tutte le sue parti per la seconda stagione in 20 giorni.

Episodi

Prima stagione

01. The Gang Gets Racist (4 agosto 2005)

Nell’episodio pilota, Mac, Charlie, Dennis e Dee si rendono conto del fatto che negli ultimi tempi gli incassi del pub non sono stati eccezionali. Decidono quindi di accettare la proposta di Terrell, un compagno di Dee a un corso di teatro, di promuoverlo. Quando tutto sembra avere iniziato a funzionare al meglio, i ragazzi si rendono conto che il pub è diventato un locale gay.

02. Charlie Wants an Abortion (11 agosto 2005)

Una ragazza che Charlie ha frequentato molti anni prima gli comunica di essere il padre di suo figlio. Mentre Mac diventa antiabortista per abbordare una ragazza cattolica ma sessualmente irrefrenabile, Dennis sta dall’altra parte della barricata per conoscere ragazze.

03. Underage Drinking: A National Concern (16 agosto 2005)

Per migliorare i profitti del pub, i ragazzi decidono di chiudere gli occhi di fronte ai minorenni cui servono alcol. Dee inizia ad uscire con un liceale che la invita alla festa di fine anno scolastico.

04. Charlie Has Cancer (23 agosto 2005)

Dennis e Mac cercano una donna che possa andare a letto con Charlie, dopo che questi ha comunicato loro di avere un cancro. Mac si innamora di una bellissima transessuale.

05. Gun Fever (30 agosto 2005)

La cassaforte del pub viene alleggerita nottetempo e così Dennis e Mac decidono di acquistare una pistola. Naturalmente prendono a usarla per i motivi più disparati.

06. The Gang Finds a Dead Guy (6 settembre 2005)

Mac e Dennis trovano un cliente morto la sera prima nel pub e fingono di averlo conosciuto benissimo per fare colpo sulla nipote.

07. Charlie Got Molested (13 settembre 2005)

Quando il loro ex insegnante di ginnastica viene accusato di molestie sessuali sui suoi allievi, Charlie inizia a comportarsi in modo strano facendo pensare che possa essere stato una vittima anche lui. Mac, umiliato per non essere stato oggetto di attenzioni da parte sua, cerca di sedurre l’insegnante.

Seconda stagione

08. Charlie Gets Crippled (29 giugno 2006)

Un incidente costringe provvisoriamente Charlie sulla sedia a rotelle. Quando scopre che la situazione lo pone al centro degli interessi delle donne, inizia ad approfittarne, seguito in questo da Dennis e Mac. Intanto il padre di Dee e Dennis fa ritorno nelle loro vite intenzionato a ricominciare da capo in seguito al divorzio chiesto dalla madre dei ragazzi. Si lascia però prendere dal loro stile di vita.

09. The Gang Goes Jihad (29 giugno 2006)

Un uomo israeliano acquista il terreno su cui si trova il pub e chiede ai ragazzi di andarsene. La reazione non si farà attendere.

10. Dennis and Dee Go on Welfare (6 luglio 2006)

Quando Frank inizia a interferire troppo pesantemente nella gestione del bar, Dee e Dennis decidono di licenziarsi per seguire i loro sogni. Scoperto che solo le persone con serie difficoltà possono usufruire dei sussidi di disoccupazione, iniziano a consumare crack.

11. Mac Bangs Dennis' Mom (6 luglio 2006)

Barbara, la madre di Dennis e Dee, va a letto con Mac.

12. Hundred Dollar Baby (13 luglio 2006)

Dee viene derubata per strada e decide di frequentare un corso di autodifesa. Intanto, con la speranza di diventare ricchi scommettendo contro di lui, Mac e Dennis allenano Charlie per farlo partecipare a combattimenti estremi clandestini.

13. The Gang Gives Back (20 luglio 2006)

Mac, Dennis e Dee devono espiare una condanna svolgendo un lavoro di pubblica utilità e Charlie viene costretto a frequentare gli incontri degli alcolisti anonimi.

14. The Gang Exploits A Miracle (27 luglio 2006)

Sul muro dell’ufficio del pub compare una macchia di umido che può, con un grande sforzo di fantasia, ricordare la Madonna. I ragazzi cercano subito di approfittarne per attirare nuovi, diversi, clienti.

15. The Gang Runs for Office (3 agosto 2006)

Dennis si candida a una carica politica.

16. Charlie Goes America All Over Everybody's Ass (10 agosto 2006)

Dennis e Mac decidono di eliminare ogni regola all’interno del pub, prima ta tutti il divieto di fumare, mentre Charlie scopre il patriottismo.

17. Dennis and Dee Get a New Dad (17 agosto 2006)

Dee riceve sulla sua pagina in MySpace diverse email da un uomo che afferma di essere il vero padre di lei e di Dennis. Mac decide di fare visita a suo padre in prigione e porta con sé Charlie. I due ricevono una proposta e decidono di essere criminali duri e violenti.

Autori:

Glenn Howerton, Rob McElhenney, Charlie Day, David Hornsby

Registi:

Daniel Attias, Fred Savage, John Fortenberry, Jerry Levine

Produttori:

Jeff Luini, Charlie Day, Nick Frenkel, Glenn Howerton, Thomas Lofaro, Rob McElhenney, Michael Rotenberg, John Fortenberry, Daniel Attias (esecutivi)

Produzione:
3 Art Entertainment (distribuzione: FX Network)

Tema iniziale:
Temptation Sensation, composto da Heinz Kiessling

Durata per episodio:
ca. 25 minuti


DVD

Its Always Sunny DVD
Origine: U.S.A.
Regione: 1
Etichetta: Fox
Formato video: Standard 1.33:1
Formato audio: Dolby Digital Surround
Lingue: inglese
Sottotitoli: inglese, francese, spagnolo
Extra: Scenes From the Original Pilot / Audio Commentary by Cast and Crew on Selected Episodes / Sunny Side Up Making of Featurette / The Gang F*#!s Up Outtakes / Fox Movie Channel Presents Making A Scene: It's Always Sunny In Philadelphia / Kaitlin Audition

It's Always Sunny in Philadelphia - Seasons 1 & 2

It's Always Sunny in Philadelphia: Season 3 (3pc)



Collegamenti

Sito ufficiale

Lucky Louie

Lucky Louie (2006)

Lucky Louie titolo

Prima trasmissione USA: 11 giugno 2006
Ultima trasmissione USA: 27 agosto 2006

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Creatore:

Louis C.K.

Interpreti principali e personaggi:

Louis C.K. (Louie), Pamela Adlon (Kim), Jim Norton (Rich), Mike Hagerty (Mike), Laura Knightlinger (Tina), Kimberly Hawthorne (Ellen), Kelly Gould (Lucy)


Spunto:


Louie è sposato e ha una figlia. Il suo è un lavoro umile e sua moglie, che guadagna più di lui lavorando come infermiera, vorrebbe un altro figlio.

Louie (resistendo a Kim che vuole fare sesso con lui per rimanere incinta):
My dick is too aware that your pussy is a chamber of financial ruin.


La serie:

Serie che tratta di temi per così dire adulti con un linguaggio decisamente realistico, Lucky Louie è una creatura del suo stesso interprete: il comico Louis C.K. (che sta per Szekely). Già autore per il David Letterman Show, per il Late Night with Conan O’Brien, co-sceneggiatore di alcuni film con Chris Rock (nonché vincitore di un premio Emmy per The Chris Rock Show), regista di cortometraggi e monologhista per gli show per cui ha lavorato, Louis C.K. scrive una sitcom di stampo assolutamente classico: Lucky Louie, a una prima occhiata, è una serie come tante. Una famiglia, i due genitori e una figlia, pochi mezzi, un lavoro faticoso e poco pagato e relative dinamiche. La differenza sostanziale sta nell’approccio più adulto al tema: le battute sono sempre esplicite, soprattutto quando si parla di sesso, così come le situazioni. La serie, addirittura, si permette di mostrare il suo protagonista nudo in alcune occasioni. Tutto ciò è possibile grazie al fatto che a produrre e mettere in onda la serie era la HBO, canale via cavo e quindi libero dalla censura imposta ai canali visibili a tutti.
Non si deve però pensare che il risultato sia semplicemente la solita struttura condita con linguaggio colorito e sottintesi. I sottintesi non ci sono, tutto è molto esplicito, il linguaggio è sempre crudo e il tutto appare molto credibile. E questa, per le sitcom, genere in cui di questo aspetto ci si preoccupa generalmente molto poco, è già una novità.
Oltre a Louie, sua moglie Kim e la piccola Lucy, attorno ai quali gravitano personaggi di varie estrazione come Jerry, fratello di Kim, il collega di Louie Rich, più impegnato a vendere erba che a lavorare, e il capo Mike, interpretato dal veterano della televisione americana Mike Hagerty.
Successo di pubblico crescente, la serie viene cancellata al suo dodicesimo episodio, accantonandone uno già girato, dalla HBO a causa della scarsa considerazione da parte della critica, elemeno considerato fondamentale dalla rete.
Un vero peccato in quanto, a pochi episodi dal suo inizio, la serie aveva trovato un suo stile personale e la giusta alchimia tra i vari personaggi.

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Curiosità:
Si tratta questa della prima serie prodotta dalla HBO a essere registrata di fronte al pubblico.

Registi:
Andrew D. Weyman

Autori:
Louis C.K., Dan Mintz, Mary Fitzgerald, Aaron Shure

Produzione:
HBO

Produttori:
Leo Clarke, Andrew D. Weyman, Dave Becky , Vic Kaplan, Mike Royce (esecutivi)

Durata per episodio:
25 minuti ca.

Numero di episodi:
Stagione 1: 13 (di cui uno non trasmesso)

Collegamenti:

Sito ufficiale (HBO)


DVD

Regione 1:

Lucky Louie - The Complete First Season

How I Met Your Mother

How I Met Your Mother (2005 -)

How I Met Your Mother titolo

Prima trasmissione USA: 19 settembre 2005
Ultima trasmissione USA: -

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Interpreti principali e personaggi:

Josh Radnor (Ted Mosby), Jason Segel (Marshall Eriksen), Cobie Smulders (Robin Scherbatsky), Neil Patrick Harris (Barney Stinson), Alyson Hannigan (Lily Aldrin), Bob Saget (voce narrante di Ted Mosby nel 2030)

Creatori:

Carter Bays, Craig Thomas

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Spunto:

Nel 2030 Ted racconta ai suoi due figli adolescenti come ha conosciuto la loro madre anni prima. È questo lo spunto per assistere ai suoi tentativi passati di trovare una donna con cui formare una famiglia e le vicissitudini sue e del suo ristretto gruppo di amici.

La serie:

Classica sitcom collettiva, ossia i cui personaggi sono tutti centrali nelle storie, malgrado lo spunto riguardi Ted e i suoi tentativi di trovare la donna ideale con cui costruirsi una famiglia, How I Met Your Mother condivide con Friends più di una similitudine: il fatto che le storie riguardino un gruppo di amici, prima di tutto: Marshall, migliore amico nonché coinquilino di Ted e fidanzato da nove anni con Lily, Barney, il superficiale e cinico aspirante migliore amico di Ted e quindi Robin, amica del gruppo e costante oggetto di attenzione sentimentale per Ted. La seconda similitudine riguarda la continuità delle storie, che vedono l’evolvere di situazioni e personaggi. e quindi la presenza centrale di un bar come luogo di incontro per i personaggi.
How I Met Your Mother nasce dalla penna di Carter Bays e Craig Thomas, già autori del Late Show With David Letterman e amici di lunga data, tanto da ammettere di avere attinto dalle loro vite private per lo spunto della serie.
Se le storie riguardano principalmente le vicissutidini senntimentali di Ted, che cerca di accantonare senza successo alcuno il sentimento provato per Robin attraverso la ricerca di avventure sentimentali che lo portino a incontrare la giusta compagna, la sottotrama riguarda nella prima stagione la preparazione del matrimonio tra Lily e Marshall,. Il tutto è risolto in maniera molto brillante grazie alla qualità della scrittura che eleva quello che appare come uno spunto molto convenzionale e abusato molto al di sopra della media.
A contribuire alla riuscita della serie, la buona caratterizzazione dei personaggi con Barney pronto a rubare ogni scena in cui appare, ennesimo esempio di personaggio di secondo piano che immediatamente diventa il fulcro dell’attenzione per lo spettatore e che vede la sua presenza diventare sempre più costante, seguendo una tradizione che comprende, tra i molti, il Kramer di Seinfeld, la Florence Johnston di The Jeffersons, il Fonzie di Happy Days, diventare il motivo di attrazione di una serie. Protagonisti sono Josh Radnor (già molto attivo in televisione), l’ottima Alyson Hannigan (American Pie, American Pie 2, American Wedding), Jason Segel (Forgetting Sarah Marshall, 2008, Knocked UpMolto incinta, 2007) e Neil Patrick Harris (Harold & Kumar Escape from Guantanamo Bay, 2008, Harold & Kumar Go to White Castle, 2004, Starship Troopers, 1997).
A dispetto dello spunto estremamente convenzionale, una tra le serie più brillanti degli ultimi anni.

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Curiosità:

I co-creatori, sceneggiatori e produttori Carter Bays e Craig Thomas sono membri della band "The Solids, responsabile del tema di apertura della serie.

Premi Emmy:

2007

Migliore direzione artistica per una serie girata con più camere a Steve Olson e Susan Mina Eschelbach

2006

Migliore direzione artistica per una serie girata con più camere a Steve Olson e Richard C. Walker per l’episodio pilota

Migliore fotografia per una serie girata con più camere a Chris La Fountaine (per l’episodio The Limo).

Registi:
Pamela Fryman, Rob Greenberg

Autori:
Carter Bays, Craig Thomas, Chris Harris, Kourtney Kang, Brenda Hsueh, Gloria Calderon Kellett, Maria Ferrari, Jamie Rhonheimer, Sam Johnson, Phil Lord, Chris Marcil, Chris Miller, Stephen Lloyd, Greg Malins, Kristin Newman, Matt Kuhn

Tema iniziale:
Hey Beautiful! composta ed eseguita da The Solids

Produzione:
Twentieth Century Fox Television

Produttori:
Carter Bays, Pamela Fryman, Craig Thomas (esecutivi)

Durata per episodio:
25 minuti ca.

Numero di episodi
Stagione 1: 22
Stagione 2: 22
Stagione 3: ?

Collegamenti:
Sito ufficiale
(CBS)

Neil Patrick Harris01
(Neil Patrick Harris)

DVD

Regione 1:

How I Met Your Mother - Season 1

How I Met Your Mother - Season Two

Regione 2:

How I Met Your Mother - Series 1

What's Happening Now!!

What's Happening Now!! (1985-1988)

Whats Happening Now!! titolo

Prima trasmissione USA: 7 settembre 1985
Ultima trasmissione USA: 3 settembre 1988

Whats Happening Now!!01

Interpreti principali e personaggi:

Ernest Thomas (Roger Thomas, detto Raj), Fred Berry (Freddie Stubbs, detto Rerun), Haywood Nelson (Dwayne Clemens), Danielle Spencer (Dee Thomas), Shirley Hemphill (Shirley Wilson), Anne-Marie Johnson (Nadine Hudson Thomas), Reina King (Carolyn, 1985-1986), Martin Lawrence (Maurice Warfield, 1987-1988), Ken Sagoes (Darryl, 1987-1988)

Whats Happening Now!!02
(foto promozionale per What's Happening!!)

Spunto:

A sei anni dalla chiusura di What's Happening!!, Raj, Rerun e Dwayne sono adulti e così le loro vicissitudini.

La serie:

Nel 1984, The Cosby Show (il nostro I Robinson) debutta al terzo posto della classifica Nielsen degli ascolti e si appresta a occuparne il primo per molte stagioni. Ovvio che le reti televisive tentino di sfruttarne il successo pianificando nuove serie che abbiano come protagonisti personaggi afro-americani. Così Bud Yorkin, già co-produttore esecutivo della serie originale di What’s Happening!!, pensa bene di dare nuova vita ai personaggi che tanto successo avevano avuto alla fine degli anni '70.
Tornano quindi Raj, Rerun, Dwayne, Dee e Shirley (tutti interpretati dal cast originale), alle prese con storie più adulte: Raj è sposato, padre adottivo della piccola Caroline, e persegue il suo sogno di diventare scrittore (gestendo nel contempo con Shirley il bar Rob's, teatro di molte situazioni della serie originale), Rerun lavora come venditore di automobili usate, Dwayne è un programmatore informatico e Dee è all'università e nella serie si vede solo occasionalmente.
La serie, che presenta le più tipiche situazioni da sitcom, ottiene un successo sorprendente ma dietro le quinte scoppiano subito le liti: Fred Berry ritiene che il suo personaggio di Rerun sostenga l'intera serie e fa pressioni sulla rete per ottenere un cospicuo aumento del suo compenso certo che la produzione non possa fare a meno del suo personaggio, sul quale effettivamente si basa la più parte delle storie. Si sbaglia: la produzione non cede al ricatto e lo licenzia, eliminando il personaggio. Ma non è il solo personaggio a sparire, anche la piccola Caroline non appare più dalla seconda stagione, quando già la serie traballa.
La terza stagione vede la serie riavvicinarsi alla sua primaria fonte di ispirazione, il film Cooley High, scritto dal creatore della serie originale Eric Monte, e vengono aggiunti due nuovi personaggi: un liceale, interpretato da un giovanissimo Martin Lawrence, e il suo amico Darryl (Ken Sagoes).
La serie però soffre dei troppi rimaneggiamenti e del calo degli ascolti e viene cancellata nel settembre del 1988.

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Posizione nella classifica degli ascolti Nielsen per stagione
(solo prime 30 posizioni):


settembre 1985-aprile 1986 - (The Cosby Show)
settembre 1986-aprile 1987 - (The Cosby Show)

Premi Emmy:

Nessun premio

Registi:
Neema Barnette, Gail L. Bergmann, Gary Brown, Tony Csiki, Judi Elterman, Pat Fischer-Doak, Ginger Grigg, Mike Milligan, Bob Priest, Joel Rosenzweig, Gary Shimokawa, Tony Singletary, Arlando Smith, Art Washington

Autori:
Migdia Chinea-Varela, Larry Balmagia, Michael S. Baser, Ted Bergmann, David Braff, Marley Clark, Sam Greenbaum, Barry Gurstein, Stephen Langford, Mike Milligan, Jay Moriarty, Bob Peete, David Pitlik, David Silverman, Stephen Sustarsic, Kim Weiskopf

Tema iniziale:
Composto da Henry Mancini

Produzione:
LBS Communications Inc. (in collaborazione con Columbia Pictures Television)

Produttori:
Michael S. Baser, Kim Weiskopf (produttori esecutivi)

Durata per episodio:
25 minuti circa

Numero di episodi:
66, suddivisi su tre stagioni

Serie derivata da:
What's Happening!! (1976-1979)

DVD

Regione 1:

What's Happening Now! - The Complete First Season


Joey

Joey (2004-2006)

Joey titolo
Prima trasmissione USA: 9 settembre 2004
Ultima trasmissione USA: 5 luglio 2006

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Interpreti principali e personaggi:

Matt LeBlanc (Joey Tribbiani), Paulo Costanzo (Michael Tribbiani), Drea de Matteo (Gina Tribbiani), Andrea Anders (Alex Garrett), Jennifer Coolidge (Bobbie Morganstern)

Creatori:

Scott Silveri, Shana Goldberg Meehan
(dal personaggio creato da David Crane e Marta Kauffman per Friends)

Spunto:

Dopo che i suoi amici nella serie Friends hanno preso ognuno la propria strada separandosi, Joey si trasferisce a Los Angeles per dare nuovo impulso alla sua carriera di attore.

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La serie:

Alla chiusura di Friends nel maggio del 2004, dopo 10 stagioni, è chiaro che il suo capitale di successo costante in tutto il mondo non va dissipato e che uno spin-off partirebbe estremamente avvantaggiato su qualsiasi altra serie nuova o in cantiere.
Se le voci su uno spin-off, nelle ultime stagioni di Friends, avevano riguardato nel tempo ogni personaggio della serie originale, è sufficiente guardare agli impegni degli attori per capire le loro intenzioni: Jennifer Aniston (Rachel Green in Friends), reduce dal grande successo dell’indipendente The Good Girl di Miguel Arteta si avviava a una carriera altalenante sul grande schermo così come Courteney Cox (Monica Geller Bing), reduce dalla trilogia di Scream di Wes Craven (tornerà sul piccolo schermo nel 2007, con la serie Dirt). Lisa Kudrow (Phoebe Buffay), già frequentatrice assidua dei set di produzioni più o meno indipendenti già mentre era impegnata in Friends, poteva essere meno interessata a una serie TV che l’avrebbe occupata per altri anni. Matthew Perry (Chandler Bing), dal canto suo, vedeva la sua presenza in TV sempre assidua grazie alla partecipazione a serie come The West Wing o Ally McBeal (ci tornerà nel 2006 con la bella ma sfortunata serie Studio 60 on the Sunset Strip) ma anche sul grande schermo. Con David Schwimmer (Ross Geller) più interessato al teatro, dal quale arrivava prima di Friends, l’unico nome che avrebbe potuto essere interessato a riprendere il suo ruolo in uno spin-off dopo una serie di presenze cinematografiche marginali (Charlie’s Angels e il seguito Charlie’s Angels: Full Throttle) o di scarsissimo successo (il film Lost in Space, tratto dall’omonima serie TV) non avrebbe potuto essere altri che Matt LeBlanc.
Nasce così Joey, che vede il personaggio di Friends interpretato da LeBlanc, là attore di scarsa fortuna e di nessun talento, trasferito a Los Angeles per proseguire una carriera fino ad allora fatta di soap opera e prove teatrali fallimentari.
Joey, creata in evidente fretta e che viene posta in palinsesto nello stesso spazio dedicato alla serie originale, vede il personaggio interpretato da Matt LeBlanc, alle prese con prove professionali più importanti rispetto a quelle sostenute in Friends. Anche il suo tenore di vita pare essere decisamente cambiato rispetto a quando viveva alle spalle di Chandler e vuotava regolarmente il frigorifero di Monica. Ad affiancarlo nella serie, sua sorella Gina, esplicita e popputa (grazie a un intervento di chirurgia estetica che non perde occasione di ricordare) madre del giovane Michael, sudente secchione, poco in confidenza con il sesso opposto e oppresso da sua madre e che, proprio per questo, si trasferirà ad abitare con lo zio sin dall’inizio della serie. A completare il cast fisso, il personaggio di Alex, attraente vicina di casa prima sposata e poi separata da un marito sempre assente, e la divertente Bobbie, agente di Joey incline al consumo di alcol e di giovani ragazzi.
Al suo debutto, Joey è un successo che nasce dalla curiosità di vedere lo sviluppo del personaggio e la sua emancipazione dalle situazioni che viveva nella serie originale ma, già a metà stagione, il suo fragilissimo assunto che viene oltretutto sfruttato male nella costruzione delle storie, il suo declino è evidente. Questo non impedisce che venga messa in cantiere la seconda stagione (soprattutto perché il contratto di Matt LeBlanc gli garantiva di essere pagato per due stagioni intere anche se la serie fosse stata cancellata anzitempo). Nella seconda stagione vengono apportati alcuni cambiamenti: Joey inizia una tira e molla sentimentale con Alex e al cast vengono aggiunti Zach Miller e Jimmy, padre inconsapevole di Michael e futuro sposo di Gina.
Nonostante gli aggiustamenti fatti in corsa, la serie diventa sempre più inconsistente perdendo sempre più ascolto e, dopo una pausa e una ricollocazione nel palinsesto, viene cancellata dalla NBC senza che vengano messi in onda gli ultimi 8 episodi già girati.

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(da sinistra: Paulo Costanzo, Matt LeBlanc e Drea de Matteo)

Curiosità:

Jennifer Coolidge appare nella serie nel ruolo di Roberta "Bobbie" Morganstern, l’agente di Joey, dopo essere apparsa in un episodio della decima stagione di Friends nel ruolo di Amanda, un’amica di Monica e Phoebe. Non è l’unico passaggio da Friends a Joey: Adam Goldberg era apparso in alcuni episodi della serie originale nel ruolo di Eddie, lo stavagante coinquilino di Chandler dopo che Joey si era trasferito in un appartamento suo. Robert Costanzo era apparso nel ruolo del padre di Joey nella prima stagione.

Il personaggio di Gina Tribbiani era già apparso in un episodio di Friends ma interpretato da un’attrice diversa, K.J. Steinberg.

Tutti gli episodi di Joey, ad eccezione dell’episodio pilota, hanno il titolo che inizia con Joey and the...

Joey veniva registrato nello stesso studio in cui veniva registrato Friends, lo studio 24 della Warner Brothers a Burbank, in California.

David Schwimmer, il Ross Geller di Friends, ha diretto due episodi di Joey: Joey and the Taste Test (2005) e Joey and the Perfect Storm (2004).

Posizione nella classifica degli ascolti Nielsen per stagione
(solo prime 30 posizioni):

Joey non è mai apparso nelle prime 30 posizioni della classifica Nielsen. La posizione più alta raggiunta è stata la quarantesima nella prima stagione.

Premi Emmy:
La serie non ha mai ottenuto una candidatura al premio Emmy.

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Registi:
Kevin Bright, Gary Halvorson, Andrew D. Weyman, Sheldon Epps, Peter Bonerz, David Schwimmer, Gail Mancuso, Ben Weiss.

Autori:
David Crane, Shana Goldberg-Meehan, Scott Silveri, Robert Carlock, John Quaintance, Marta Kauffman, Vanessa McCarthy, Matt Hubbard, Brian Buckner, Brian Kelley, Michael Borkow, Sherry Bilsing, Ellen Plummer, Craig DiGregorio, Linda Videtti Figueiredo, Nicholas Darrow

Produttori:
Kevin Bright, Shana Goldberg-Meehan, Scott Silveri (esecutivi)

Produzione:
Silver and Gold Productions
Bright-San Productions
Warner Bros. Television

Tema iniziale:
Sunny Hours, di Long Beach Dub Allstars

Durata per episodio:
ca. 25 minuti

Numero episodi:
46 (di cui 8 non trasmessi), suddivisi su 2 stagioni


DVD

Regione 1:

Joey - The Complete First Season

Joey The Complete Season 2

Regione 2:

Joey - The Complete First Season [2004]

Kate & Allie

Kate & Allie (1984-1989)

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Prima trasmissione USA: 19 marzo 1984
Ultima trasmissione USA: 22 maggio 1989

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Interpreti principali e personaggi:

Susan Saint James (Kate McArdle), Jane Curtin (Allie Lowell), Ari Meyers (Emma McArdle, 1984-1988), Frederick Koehler (Chip Lowell), Allison Smith (Jennie Lowell)

Creatore:

Sherry Coben


Spunto:

Kate McArdle e la sua amica di gioventù Allie Lowell decidono di condividere, unitamente ai loro figli, una casa nel Greenwich Village di New York in seguito ai loro rispettivi divorzi.

La serie:

Kate & Allie nasce come serie di rimpiazzo, tanto che la prima stagione si compone di soli sei episodi. Fu il successo di critica e di pubblico a fare sì che la CBS decidesse di commissionare una nuova stagione, seconda di sei, di 21 episodi.
La serie nasce da un’intuizione di Sherry Coben, autrice per la serie drammatica della ABC Ryan’s Hope, nel corso di una serata con i suoi ex compagni di liceo durante la quale notò due ex compagne di scuola che, in seguito ai loro divorzi, avevano trovato sostegno l’una nell’altra.
Sviluppata l’idea con il titolo Two Mommies, la presentò alla CBS, dove venne accolta con favore in quanto metteva in scena una situazione che si stava realizzando con una certa frequenza nella realtà.
La felice scelta di Susan Saint James come co-protagonista fu semplicemente dettata dal fatto che l’attrice era allora legata alla CBS da un contratto. Le venne quindi affiancata Jane Curtin, che con Susan Saint James aveva lavorato quattro anni prima nel film di Robert Scheerer How to Beat the High Co$t of Living (in cui compare anche Jessica Lange).
Scritta dalla stessa Coben, la serie usa come spunto due donne divorziate, già amiche sin dagli anni della gioventù, che decidono di condividere una casa, crescendo insieme i rispettivi figli. Kate ha una figlia quattordicenne (età ideale per immettere nella serie i
temi dell’adolescenza), Emma, così come Allie che, oltre a Jennie, ha un figlio di sette anni, Chip.
Stabilita la solida premessa, la serie sceglie due piani differenti di narrazione: se da una parte segue il percorso classico della sitcom, con le due famiglie che cercano di adattarsi – non senza difficoltà - alla convivenza, dall’altra se ne distacca scegliendo di trattare il tema dell’indipendenza dal modello maschile, con due donne che avviano un percorso di autonomia dai modelli vissuti – almeno televisivamente parlando – fino a quel momento. Kate e Allie non sono donne che hanno scelto di rinunciare a un compagno, hanno semplicemente scelto di non averne bisogno, di non dipenderne.
Dopo una prima stagione in cui i figli vivono la nuova situazione come una forzatura, anche loro inizieranno a sviluppare un rapporto di confidenza, allontanando così la serie da territori troppo esplorati.
Cento episodi dopo, il produttore Bill Persky abbandona Kate & Allie, giudicando che abbia esaurito il suo potenziale narrativo, ma la serie non si conclude qui. Allie accetta la proposta di matrimonio fattale da Bob Barsky ed è in grado di giungere a questo appuntamento come donna indipendente e consapevole, mentre Kate ancora non ha trovato un compagno adatto a lei.
Cambiato il team produttivo e introdotte queste novità, Kate & Allie inizia la sua fase di declino. Per riunire le due donne si fa ricorso a uno stratagemma: Bob, il marito di Allie, accetterà un lavoro come commentatore sportivo che lo costringerà a prolungate assenze, cosa che permetterà a Kate di trasferirsi a casa loro. Anche i figli scompaiono, anche se non tutti completamente, con la scusa dello studio.
La nuova convivenza appare però come una forzatura e Kate appare come un’intrusa in una situazione che non la riguarda.
Esaurita la premessa e inseriti i personaggi in un vicolo narrativo cieco, con pochissime, se non nulle, possibilità di sviluppo, Kate & Allie viene chiusa alla fine della sua sesta stagione.

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Curiosità

All’inizio della serie, Kate lavora per mantenere tutti e Allie si occupa di tutte le faccende domestiche. Nella quinta stagione. Kate abbandona il suo lavoro e si dedica, con Allie, a un’impresa di catering.

Per evitare che il pubblico potesse pensare a una relazione omosessuale tra le due donne, ai piani alti della CBS venne deciso di far mostrare le due donne entrare nelle rispettive camere da letto al termine di ogni episodio.

Susan Saint James era incinta nel corso della quarta stagione. La sua gravidanza venne nascosta con vari trucchi (riprendendola dietro a un bancone, sotto le lenzuola, eccetera…) fuorché in un episodio dove il suo personaggio e quello di Allie si vedono qualche anno prima entrambe incinte.

Nel primo episodio della serie, Allie's First Date, compare Kelsey Grammer, che di lì a poco entrerà a fare parte del cast di Cheers, prima di diventare protagonista della serie Frasier.

Posizione nella classifica degli ascolti Nielsen per stagione
(solo prime 30 posizioni):


settembre 1983-aprile 1984: 8 (Dallas)
settembre 1984-aprile 1985: 17 (Dinasty)
settembre 1985-aprile 1986: 14 (The Cosby Show)
settembre 1986-aprile 1987: 19 (The Cosby Show)
settembre 1987-aprile 1988: - (The Cosby Show)

Premi Emmy:

1985

Migliore attrice protagonista in una serie TV (categoria commedie) a Jane Curtin;

1984

Migliore regia di una serie TV (categoria commedie) a Bill Persky (per l'episodio A Very Loud Family);

Migliore attrice protagonista in una serie TV (categoria commedie) a Jane Curtin.

Registi:
Bill Persky (1984-1988), Linda Day (1988-1989)

Autori:
Bob Randall, Sherry Coben, Anne Flett-Giordano, Chuck Ranberg, Allan Leicht, Fred Barron, Peter Gethers, David Handler, Bill Richmond, Bill Persky, Sybil Adelman, Shelly Altman, Norman Barasch, Dennis Danzinger, Jim Geoghan, Dick Goldberg, Michael Gordon, Howard Korder, Tony Lang, Michael Lyons, Karyl Miller, Laurie Newbound, Bernie Orenstein, Daryl Rowland, Martin Sage, Ellen Sandler, Saul Turteltaub , Kimberley Wells, Michael Zettler

Produttori:
Anne Flett-Giordano. Merrill Grant, Mort Lachman, Bernie Orenstein, Bill Persky, Chuck Ranberg, Bob Randall, Saul Turteltaub

Produzione:
Alan Landsburg Productions
CBS Television
Reeves Entertainment Group

Musiche:
John Leffler, Ralph Schuckett

Tema iniziale:
Friends , composto da John Lefler e Ralph Schuckett

Durata per episodio:
ca. 25 minuti

Numero episodi:
122, suddivisi su 6 stagioni

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DVD

Regione 1:

Kate & Allie - Season One

Gimme a Break!

Gimme a Break!
(titolo italiano: La piccola grande Nell, 1981-1987)

Gimme a Break! titolo
Prima trasmissione USA: 29 ottobre 1981
Ultima trasmissione USA: 12 maggio 1987

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Interpreti principali e personaggi:

Nell Carter (Nellie Ruth “Nell” Harper), Dolph Sweet (Carl Kanisky, 1981-1985), Kari Michaelson (Katie Kaniski), Lara Jill Miller (Samantha “Sam” Kanisky), Lauri Hendler (Julie Kanisky)

Creatori:

Mort Lachman, Sy Rosen

Spunto:

In seguito alla morte della moglie, il comandante di polizia Karl Kanisky chiede a Nell Harper di trasferirsi presso casa sua perché si occupi delle tre figlie Katie, Samantha e Julie.

Samantha: What's a cliché?

Nell [mentre le serve la colazione]: A black woman serving pancakes to a white kid.


La serie:

Classica commedia di caratteri, Gimme a Break! vive dello spunto più tipico del genere: l’inserimento di un elemento estraneo in un equilibrio più o meno consolidato. Ciò che cambia in questo caso è che l’inserimento dell’elemento estraneo serve a creare un equilibrio piuttosto che sconvolgerlo. La famiglia Kamisky, infatti, è sconvolta nella sua esistenza dalla scomparsa della moglie del capofamiglia, madre di tre figlie. La governante Nell si assume il compito di fare da surrogato della figura materna per le tre ragazze, ma soprattutto funge da cuscinetto tra loro e il padre, un ruvido comandante di polizia poco a suo agio con la parte femminile sua e della sua famiglia.
Nell è una donna esplicita e sarcastica ma con in chiaro il ruolo che si è assunta e gli scontri continui altra funzione non hanno che quella educativa sia per l’uomo adulto che per le tre ragazze.
Alla terza stagione, per ravvivare la serie, vengono operati numerosi cambiamenti: del cast produttivo originale rimane solo Mort Lachman, co-creatore della serie, viene cambiato il tema iniziale e viene aggiunto al cast fisso il piccolo orfano Joey.

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Il semplice spunto, con i cambiamenti citati, reggerà la serie fino alla sua quinta stagione, quando il personaggio di Karl Kamisky scompare in seguito alla morte dell’attore che lo interpretava, Dolph Sweet, e Nell perde il suo antagonista favorito nelle situazioni comiche mentre la famiglia acquisisce un nuovo personaggio: il padre di Karl, che si trasferisce presso di loro in seguito alla perdita della moglie. Il calo negli ascolti fa sì che vengano operati diversi altri cambiamenti: la figlia maggiore Katie si trasferisce a San Francisco, Julie, con il marito Jonathan e il loro figlioletto, si trasferisce a San José e l’ultimogenita Sam si trasferisce nel New Jersey per frequentare l’università. Addy, amica di Nell aggiuntasi al cast dalla terza stagione, si trasferisce a New York per lavoro, presto seguito da Nell, il nonno e Joey, che scopre di avere un fratello che presto si aggiungerà alla famiglia. I cambiamenti apportati alla serie, come spesso capita, non portano i risultati sperati e la serie viene chiusa al termine della settima stagione.
Gimme a Break! si basava essenzialmente sulla verve di Nell Carter, consumata attrice di Broadway passata alla televisione e al cinema. Il tono da commedia morale, tipico di molte serie dell’epoca che ambivano ad avere un sottofondo educativo, ne frena spesso la comicità e la rende spesso pesante. Una tra le serie peggio invecchiate degli anni ’80.

Curiosità:

Helen Hunt si era sottoposta al provino per il ruolo di Katie Kanisky senza essere scelta. Anni dopo sarà l’unica persona a ottenere un premio Oscar (per As Good as It Gets - Qualcosa è cambiato - 1997, di James L. Brooks) mentre ancora impegnata in una serie TV, Mad About You, dopo Cloris Leachman che lo aveva ottenuto per The Last Picture Show (L’ultimo spettacolo, 1971) di Peter Bogdanovich mentre partecipava a The Mary Tyler Moore Show.

L'ultimo episodio a comprendere l'attore Dolph Sweet è andato in onda l'11 maggio del 1985, tre giorni dopo la sua morte.

Posizione nella classifica degli ascolti Nielsen per stagione
(solo prime 30 posizioni):

Gimme a Break! non è mai comparsa nelle prime 30 posizioni.

Premi Emmy:

Malgrado due candidature, entrambe per Nell Carter come migliore attrice protagonista (1982 e 1983), la serie non ha ottenuto alcun premio Emmy.

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(il cast, a partire dalla terza stagione)

Autori:
Chip Keyes, Arthur Julian, Mady Julian, Hal Cooper, Ted Bergmann, Gary H. Miller, Tom Biener, Ron Landry, Doug Keyes, Erik Tarloff, Kevin Hartigan, Ed Jurist, Coleman Mitchell, Geoffrey Neigher, J. Stanford Parker, Larry Rhine, Ron Roman, Ron Bloomberg, Susan Beavers, Jeff Davis, Julie Fleischer, Robin Pennington, Joan Brooker, Rod Burton, Chet Dowling, Nancy Eddo, Jeff Franklin, Gina Goldman, Terry Hart, Kathy Joseph, Rob Kaplan, Sandy Krinski, Mort Lachman, John Markus, Mike Miller, Phil Mishkin, Michael Mount, Pamela Norris, Gene Perret, Fred Raker, Sy Rosen, Jerry Ross, Pam Veasey, Tom Walla, Dave Wollert

Registi:

Hal Cooper, Jim Drake, Linda Day, Jules Lichtman, Phil Ramuno, Oz Scott, Patrick Maloney, Tony Singletary, John Bowab, Rob Dames, Dick Harwood, Herbert Kenwith, Will Mackenzie, John Pasquin, Howard Storm

Produttori:
Hal Cooper, Mort Lachman, Rod Parker (esecutivi), Coleman Mitchell, Geoffrey Neigher

Produzione:
Alan Landsburg Productions
Mort Lachman & Associates
Reeves Entertainment Group
per National Broadcasting Company (NBC)

Musiche:
Bob Christianson

Tema iniziale:
Gimme a Break! , composto da J. Graydon e R. Page, cantato da Nell Carter
(stagioni 1-3)

Durata per episodio:
ca. 25 minuti

Numero episodi:
137, suddivisi su 6 stagioni

DVD

Gimme a Break! DVD

Stagione 1:

Gimme a Break - Season One

Gimme A Break (Complete Second Season)

Norman Lear

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(Norman Lear in un'immagine del 2003)

Norman Lear, nato nel 1922 nel Connecticut, è il responsabile, in quanto creatore e produttore, di alcune tra le serie più controverse e di maggiore successo degli anni ’70.
Tra le tante sue creature, All in the Family, Sanford and Son, One Day at a Time, Good Times e Maude.
Studente universitario a Boston, lascia gli studi nel 1942 per unirsi come operatore radio all’esercito nella Seconda guerra mondiale.
Nel 1959 lavora come autore per la serie televisiva western The Deputy con Henry Fonda ma è la sua esperienza come autore comico che lo convince a tentare la strada della commedia televisiva. La sua prima creatura di successo, All in the Family, versione americana della serie inglese Til Death Us Do Part, e per la quale lavora in qualità di produttore, autore e sviluppatore, non ha inizialmente vita facile: dopo tre episodi pilota creati per la ABC, tutti rifiutati, Lear è libero di vendere la serie alla CBS, che ne intuisce la forza dirompente ma ne teme gli effetti sul pubblico tanto da farla anticipare da un cartello che ne ribadisce gli intenti comici. All in the Family, serie su un uomo appartenente alla classe operaia dalle idee reazionarie e sulla sua famiglia, è la serie che rivoluziona il mondo della sitcom portando al suo interno una dose massiccia di realismo e di attualità. Iniziata con scarso successo ma premiata dalla critica, All in the Family vede giungere il successo di pubblico già alla prima stagione, rimanendo al vertice della classifica degli ascolti Nielsen per ben cinque stagioni e durandone nove prima di cambiare titolo e parte cast e diventare Archie Bunker’s Place.
Considerato il successo della serie, Lear si basa nuovamente su una serie inglese per la sua seconda produzione. L'inglese Steptoe and Son, che mette in scena le vicissitudini di un rigattiere londinese e di suo figlio, diventa dopo opportuno adattamento Sanford and Son. Andata in onda per sei stagioni tra il 1972 e il 1977, Sanford and Son è un altro grande successo per Lear, che di lì a poco ci riprova con Maude, personaggio già apparso con successo in All in the Family. Maude, con i suoi episodi che trattano di aborto, menopausa, diritti civili e parità dei sessi, è un immediato successo che durerà sei stagioni facendo storcere il naso ai telespettatori più conservatori e perbenisti.
Il successo di All in the Family porta quindi alla creazione di un’altra serie derivata: The Jeffersons.
Andata in onda tra il 1975 e il 1985, The Jeffersons narra di un afro-americano cui riesce, grazie alla sua ambizione, il lungo salto dal ghetto a Manhattan. Serie di tono più leggero, anche se gli elementi di critica sociale non mancheranno talvolta, riuscirà a raggiungere le prime trenta posizioni della classifica Nielsen degli ascolti per sei stagioni sulle undici andate in onda.
Il 1975 è anche l’anno di avvio di One Day at a Time, creata da Whitney Blake e dall’autore televisivo Allan Manings ma sviluppata da Lear, che nello spunto brillante che vede le vicissitudini di una donna divorziata alle prese con due figlie adolescenti, inietta una robusta dose di vita reale e dramma.
Good Times (1974-1979) vede una famiglia afro-americana che vive di stenti in un complesso edilizio popolare (il famoso Cabrini di Chicago, visibile nei titoli di testa e coda nella serie ma mai menzionato esplicitamente). La serie deriva da Maude per il personaggio di Florida Evans, cameriera di Maude nella serie omonima, ma i collegamenti terminano qui. Creata da Monte Evans, Good Times parte come tutte le commedie sviluppate da Norman Lear, con elementi di critica sociale e episodi controversi ma presto, anche a causa di sostanziali cambiamenti nel cast, diventa una sitcom di stampo molto tradizionale e di minore successo.
Le serie di Norman Lear sono tutte accomunate da alcune caratteristiche: innanzitutto il fatto che è il personaggio ad essere al centro della storia e mai asservito alla stessa, quindi lo scarso valore produttivo (ambienti poveri e sempre uguali, riprese video anziché in pellicola come usava ancora in quegli anni) e la massiccia presenza di temi sociali e attualità.
Dopo avere prodotto le sue serie in unione con Bud Yorkin, attraverso la loro società Tandem, fino al 1983, nel 1985 Lear vende la sua casa di produzione (che nel frattempo ha acquisito la Avco-Embassy) alla Columbia Pictures.
I tentativi di tornare in televisione negli anni ’90 si sono rivelati per Lear un fallimento. Le serie Sunday Dinner, The Powers That Be e 704 Hauser, che vedeva il ritorno della casa di All in the Family abitata da un’altra famiglia, hanno avuto una vita molto breve a dispetto del consenso critico. Nel 2003 ha prestato la sua opera come consulente per due episodi di South Park.
Premiato con un premio Emmy per la migliore serie TV grazie a All in the Family nel 1973 e nel 1971, Norman Lear è considerato ancora oggi uno tra I produttori più controversi, capace di modificare la storia della televisione americana grazie ad alcune serie capaci di suscitare scandalo ma anche di ottenere enorme successo.

Norman Lear
IMDb
Wikipedia

Seinfeld

Seinfeld (1990-1998)

Seinfeld titolo

Prima trasmissione USA: 31 maggio 1990
Ultima trasmissione USA: 10 settembre 1998

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Interpreti principali e personaggi:
Jerry Seinfeld (Jerry Seinfeld), Julia-Louis Dreyfus (Elaine Benes), Jason Alexander (George Costanza), Michael Richards (Cosmo Kramer), Wayne Knight (Newman, 1991-1998), Larry David (George Steinbrenner, voce), Estelle Harris (Estelle Costanza), Heidi Swedberg (Susan Biddle Ross, 1992-1997), Jerry Stiller (Frank Costanza), Liz Sheridan (Helen Seinfeld), Barney Martin (Morty Seinfeld)

Creatori:

Larry David e Jerry Seinfeld


Spunto:

Le vicissitudini quotidiane di Jerry Seinfeld, un comico, e dei suoi amici George, Elaine e Kramer a New York.

La serie:

“La serie che parla di nulla”, come la definivano i suoi stessi interpreti riferendosi al fatto che gli spunti per gli episodi venivano da situazioni semplici e quotidiane come il non trovare la propria automobile nel parcheggio di un centro commerciale, la lite con il fruttivendolo che ha come conseguenza quella di non poter più comperare frutta vicino a casa, i problemi legati al lavoro, la difficoltà di trovare un compagno o una compagna, è in realtà una perfetta satira del vivere contemporaneo in una grande città, con le nevrosi tipiche della situazione.
Jerry Seinfeld, doppio quasi perfetto del suo interprete, è un monologhista comico che porta il suo spettacolo nei club degli Stati Uniti. I suoi spettacoli, di cui alcuni spezzoni vengono mostrati in apertura di gran parte degli episodi, servono a introdurre l’argomento dell’episodio e trattano situazioni comuni e condivise.
Jerry condivide la sua vita con un ristretto gruppo di amici, secondo un costume delle sitcom degli anni ‘90 che vede il modificarsi della struttura familiare dal modello classico a quello aperto. Qui ci sono Elaine Benes, ex fidanzata e ora amica di Jerry, George Costanza, probabilmente l’uomo più nevrotico sulla faccia della terra, e Kramer (il cui nome, si scoprirà, è Cosmo), il folle e nullafacente dirimpettaio che trascorre più tempo a casa di Jerry che nella sua.
Seinfeld debutta il 31 maggio 1990 sulla NBC e, malgrado un’accoglienza tiepida da parte del pubblico, si segnala immediatamente per la forte incidenza sulla cultura popolare che adotta i modi di dire e i tormentoni dei suoi personaggi.
Del resto la lotta per i vertici della classifica era in quel periodo combattuta da sitcom come Cheers, The Cosby Show, Roseanne, Murphy Brown, Home Improvement (in italiano Quell’uragano di papà) e la competizione, soprattutto per una nuova serie, non avrebbe potuto che essere durissima. Non importa, la qualità talvolta paga e Seinfeld, nella stagione 1992-1993 fa capolino al venticinquesimo posto della classifica dei programmi più seguiti per passare al terzo già la stagione seguente. Non si tratta di un exploit, la stagione seguente è in prima posizione e quindi per due stagioni si troverà al secondo posto (dopo ER) per chiudere la sua esistenza nella stagione 1997-1998 nuovamente al primo posto.
I motivi di un successo popolare di questa entità non sono poi così scontati, perché Seinfeld è una serie che riesce ad essere semplicissima e molto sofisticata allo stesso tempo. Semplicissima per i temi che tratta, sofisticata per come li tratta, con una scrittura estremamente accurata che evita il luogo comune o la risata troppo facile.
I personaggi sono ben caratterizzati, al punto che non deludono mai le aspettative in quanto alle loro reazioni (un punto importante per una sitcom che, a causa della breve durata del singolo episodio, può approfondire solo a lungo termine e spesso non lo fa). Le storie poi riguardano fatti che possono accadere a chiunque, che riguardano chiunque, visti attraverso lo sguardo di quattro persone molto particolari ma non fuori dal comune.
Seinfeld nasce da un'idea di Jerry Seinfeld e di Larry David, attore, scrittore, regista e comico di New York, noto per i suoi spettacoli e per essere stato un autore del Saturday Night Live, principale fucina televisiva di comici negli Stati Uniti. È proprio al Saturday Night Live che incontra Julia Louis-Dreyfus, che al programma partecipa sin dal 1982. Dal programma Fridays, creato dalla ABC per fare concorrenza al SNL e al quale Larry David ha lavorato, arriva invece Michael Richards. Completa il cast Jason Alexander, attore teatrale e cinematografico, nel ruolo del migliore amico di Jerry. I personaggi si muovono essenzialmente tra l’appartamento di Jerry, principale punto di incontro, il ristorante nelle vicinanze e altri, più occasionali, luoghi.
L’alchimia tra gli attori è evidente, è anche possibile notare talvolta Jerry Seinfeld trattenere le risate durante una scena (evidentemente non rigirata per mantenerne la naturalezza).
Al suo debutto e fino alla terza stagione, Seinfeld (che all’inizio ha rischiato di non andare oltre alla puntata pilota per questioni di budget) è molto considerato dalla critica ma ha uno scarso seguito da parte del pubblico, quanto basta comunque per garantirne la sopravvivenza. Effettivamente le prime tre stagioni contengono alcuni tra gli episodi considerati ormai come veri e propri classici (The Revenge, in cui George si licenzia platealmente dal suo posto di lavoro per poi decidere di tornarvi facendo finta che nulla sia successo sperando che nessuno faccia caso a lui, The Phone Message, in cui George lascia messaggi cattivi sulla segreteria telefonica della ragazza con cui si vede e poi tenta di rubare il nastro, The Suicide, in cui Jerry inizia ad uscire con la ragazza del suo vicino di casa mentre questi si trova in ospedale in seguito a un tentativo di suicidio, The Parking Garage, in cui i quattro si trovano bloccati per ore nel parcheggio di un centro commerciale perché non trovano più la loro auto, e The Pez Dispenser, in cui Jerry si lascia ossessionare da un distributore di caramelle Pez difficile da caricare). La quarta stagione, la prima ad entrare nelle prime trenta posizioni della classifica Nielsen, presenta episodi come The Junior Mint - Jerry esce con una donna di cui non ricorda il nome e sa solo che il nome fa rima con una parte del corpo femminile. Che sia Mulva? - The Virgin - Jerry e George tentano di farsi venire un’idea per una serie da proporre alla NBC poche ore prima dell’appuntamento - e The Contest, che tratta della masturbazione senza mai pronunciare la parola). Da questo momento la strada è tutta in discesa e la serie scala la classifica tanto da non scendere più dalla seconda posizione. È sempre nella quarta stagione che nasce il mito della “serie che parla di nulla”, grazie a una situazione ricorrente che vede Jerry lavorare a una serie per la NBC dal titolo Jerry, che parlerebbe appunto di nulla e che è una evidente copia di Seinfeld.
Nel corso dell’ottava e nona stagione, Larry David lascia il ruolo di produttore esecutivo e capo autore, evento che modifica non poco la serie, portandola su un piano comico più convenzionale, esecrato dalla critica ma apprezzato dal pubblico che riporta la serie in prima posizione nella classifica degli ascolti. Il 26 dicembre del 1997, Jerry Seinfeld annuncia la sua intenzione di chiudere la serie per la primavera successiva, quando è all’apice del suo successo. La popolarità della serie farà sì che la notizia ottenga la prima pagina sui principali quotidiani nonché la copertina del prestigioso Time.

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L’ultimo episodio, che va in onda il 14 maggio del 1998, vede il ritorno di Larry David in qualità di autore. L’episodio, di 75 minuti poi diviso in due o tre parti nelle repliche, viene filmato in assoluta segretezza, con il personale di studio costretto a firmare un impegno al silenzio. Quando va in onda, è il giorno della morte di Frank Sinatra cui tutte le reti televisive dedicano retrospettive e cronache. Malgrado questo, è tuttora il terzo finale di serie più visto della storia, con i suoi 76 milioni di telespettatori solo negli Stati Uniti. Il rifiuto di Jerry Seinfeld di proseguire la serie, malgrado l’offerta di ben 5 milioni di dollari a episodio, gli vale una citazione nel Guinness Book of World Records.
Jerry Seinfeld, alla chiusura della serie, si è dedicato agli spettacoli che porta in giro per il Paese, esattamente come prima del grandioso successo in televisione e ha pubblicato alcuni libri che riportano i testi degli spettacoli.

Personaggi principali e interpreti:

Jerry Seinfeld (Jerry Seinfeld)

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Jerry pare accettare passivamente tutto quanto accade intorno a lui: dalle continue incursioni di Kramer nel suo appartamento alle tempeste emotive di George. La sua posizione pare essere quella di osservatore che non si lascia coinvolgere. Single convinto, esce con diverse donne ma si impegna attivamente nel trovare buoni motivi per lasciarle in fretta, spesso non oltre il terzo appuntamento.
Sembrerebbe il personaggio equilibrato del gruppo ma, forse, è il più nevrotico.

George Costanza (Jason Alexander)

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“Basso, calvo, cicciotto e poco brillante” (come lo ha definito una volta Elaine), George è IL vero nevrotico: bugiardo, codardo, egoista e paranoico, è mico di Jerry sin dai tempi della scuola.
Fidanzato con Susan, è altalenante nella sua intenzione di sposarla a dipendenza di cosa Jerry pensa dell’argomento. Non c’è problema: Susan morirà per avvelenamento da colla leccando le scadenti buste scelte da George per spedire le partecipazioni nuziali.

Elaine Benes (Julia Louis-Dreyfus)

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Intelligente, forte e brillante, Elaine è anche piuttosto sfortunata per sua stessa responsabilità.
È molto attenta al giudizio degli altri ed è possibile che possa lasciare un uomo che le piace solo perché non piace ai suoi amici.
Ex fidanzata di Jerry, gli è rimasta amica.

Cosmo Kramer (Michael Richards)

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Kramer è l’archetipo del vicino di casa strano. Vestito in modo strano e demodé (ma lui si ritiene un dandy) e pettinato peggio, è sempre impegnato in strane imprese malgrado esca poco e malvolentieri di casa.
Frequenti le sue entrate in casa di Jerry, di cui ha la chiave e che considera evidentemente un po’ sua e di cui non disdegna di depredare il frigorifero.
È forse il più caratterizzato dei personaggi, con il compito di tenere alto il tasso di comicità fisica.

Newman (Wayne Knight)

Postino e custode del palazzo in cui Jerry e Kramer abitano. viscido e maligno, odia, perfettamente corrisposto, Jerry. È amico e complice di dissennate avventure di Kramer.

Frank Costanza (Jerry Stiller) e Estelle Costanza (Estelle Harris)

Jerry Stiller (nella vita padre di Ben e sul piccolo schermo di Leah Remini in King of Queens) e Estelle Costanza sono gli esilaranti genitori di George. Vedendoli non è difficile immaginare da dove nascano le sue nevrosi.

Morty Seinfeld (Barney Martin) e Helen Seinfeld (Liz Sheridan)

I genitori di Jerry, trasferitisi da New York in Florida. Nella serie appaiono di rado ma hanno dei bei momenti di comemdia grazie all’opposizione dei loro caratteri. Morty è testone e Helen non si spiega come suo figlio possa avere successo ed è costantemente convinta che abbia problemi finanziari

Uncle Leo (Len Lesser)

Lo zio di Jerry, fratello di sua madre.
Abitando a New York, incontra talvolta Jerry, che lo sopporta a stento. Ad ogni incontro non manca di paragonare i successi di Jerry con quelli, aleatori, di suo figlio.

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(Elaine, Jerry e Kramer nella cucina di Jerry)


Curiosità sulla serie:

Gli esterni del ristorante frequentato da Jerry e compagni è quello del Tom's Restaurant, immortalato nel video di Tom’s Diner di Suzanne Vega. Si trova nei pressi del campus della Columbia University a Manhattan.

Il personaggio di Cosmo Kramer è ispirato a Kenny Kramer, che lavorava vicino a Larry David. Kenny Kramer si è poi inventato un lavoro come guida ufficiale dei luoghi visti nella sitcom.

Mentre il guardaroba per Kramer era sempre di una taglia maggiore rispetto a quella del suo interprete Michael Richards, quello per George Costanza era di una taglia inferiore a quella dell’attore Jason Alexander per fare apparire il personaggio goffo e inadeguato.

In un episodio, Elaine esce con un omonimo di Joel Rifkin, noto assassino.
Il primo nome scelto per lui era quello di O.J.. L’episodio risale al 1993, un anno prima che O.J. Simpson venisse arrestato per omicidio.

Seinfeld è stata votata dai redattori di TV Guide come migliore serie di tutti i tempi, scalzando I Love Lucy dal primo posto.

La popolarità di Kramer aumentò al punto che la sua entrata in scena veniva sottolineata da applausi tanto prolungati da rovinare il ritmo della scena.
In seguito alle lamentele del cast, venne chiesto al pubblico di contenere l’applauso.

Il co-creatore della serie Larry David appare nella serie prestando la voce a George M. Steinbrenner III, capo di George Costanza nel suo nuovo lavoro per i New York Yankees.

Quando l’episodio finale venne trasmesso, la rete TV Land, specializzata nella trasmissione di serie del passato, non trasmise nulla se non l’immagine di una porta chiusa.

L’appartamento di Kramer è quello da scapolo del personaggio Paul Buckmann (protagonista di Mad About You), oggetto di un episodio della serie quando sua moglie Jamie scopre che lui ha mantenuto il suo appartamento da scapolo e lo costringe a subaffittarlo.

La sera precedente la messa in onda dell’ultimo episodio della serie, la ABC trasmise un episodio di Dharma & Greg in cui i protagonisti decidono di fare l’amore all’aperto contando sul fatto che tutti saranno al chiuso a vedere Seinfeld.

Gli spunti per molti episodi derivavano da esperienze reali vissute dagli autori.

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(George e Jerry)

Posizione nella classifica degli ascolti Nielsen per stagione
(solo prime 30 posizioni):


settembre 1990-aprile 1991: - (Cheers)
settembre 1991-aprile 1992: - (60 Minutes)
settembre 1992-aprile 1993: 25 (60 Minutes)
settembre 1993-aprile 1994: 3 (60 Minutes)
settembre 1994-aprile 1995: 1
settembre 1995-aprile 1996: 2 (ER)
settembre 1996-aprile 1997: 2 (ER)
settembre 1997-aprile 1998: 1


Premi Emmy:

1997

Migliore attore non protagonista in una serie TV (categoria commedie) a Michael Richards.

1996

Migliore attrice non protagonista in una serie TV (categoria commedie) a Julia Louis-Dreyfus

1995

Migliore montaggio di una serie TV girata con più camere a Janet Ashikaga, per l’episodio The Diplomats Club.

1994

Migliore montaggio di una serie TV girata con più camere a Janet Ashikaga, per l’episodio The Opposite.

Migliore attore non protagonista in una serie TV (categoria commedie) a Michael Richards.

1993

Milgiore serie Tv a Larry David, Andrew Scheinman, George Shapiro, Howard West (produttori esecutivi), Larry Charles, Tom Cherones (supervisori alla produzione), Jerry Seinfeld (produttore), Joan Van Horn, Tim Kaiser.

Migliore scrittura per una serie TV (categoria commedie) a Larry David, per l’episodio The Contest.

Migliore attore non protagonista in una serie TV (categoria commedie) a Michael Richards.

1992

Migliore montaggio di una serie TV girata con più camere a Janet Ashikaga, per l’episodio The Subway.

Migliore scrittura per una serie TV (categoria commedie) a Elaine Pope e Larry Charles, per l’episodio The Fix Up.

Registi:
Andy Ackerman, Tom Cherones, David Steinberg, David Owen Trainer (elenco da completare)

Autori:
Larry David, Jerry Seinfeld, Peter Mehlman, Larry Charles, Tom Gammill, Max Pross, Alec Berg, Jeff Schaffer, Andy Robin, Gregg Kavet, Spike Feresten, David Mandel, Carol Leifer, Jennifer Crittenden, Steve Koren, Darin Henry, Dan O'Keefe, Marjorie Gross, Bill Masters, Tom Leopold, Elaine Pope, Marc Jaffe, Larry Levin, Bruce Kirschbaum, Bruce Eric Kaplan, Matt Goldman, Bob Shaw, Ron Hauge, Charlie Rubin, Fred Stoller, Steve O'Donnell

Musiche originali:
Jonathan Wolff

Produzione:
Castle Rock Entertainment, West-Shapiro

Produttori:
Larry David, George Shapiro, Howard West, Jerry Seinfeld, Andrew Scheinman (esecutivi)

Durata per episodio:
circa 25 minuti

Numero di episodi:
180 suddivisi su 9 stagioni

Seinfeld09
(scena da The Parking Garage)

 

DVD

Regione 1:

Seinfeld: Seasons 1 and 2

Seinfeld: Season 3

Seinfeld - Season 4

Seinfeld - Season 5

Seinfeld - Season 6

Seinfeld - Season 7

Seinfeld - Season 8

Seinfeld Season 9

Regione 2:

Seinfeld: Seasons 1 and 2 [1993]

Seinfeld: Season 3 [1993]

Seinfeld: Season 4

Seinfeld - 5 & 6 Box Set

Seinfeld - 5 & 6 (Gift Set)

Seinfeld - Series 7

Seinfeld - Season 8

Seinfeld - Series 9 - Complete

Seinfeld - The Complete Series

Family Ties

Family Ties
(titolo italiano: Casa Keaton, 1982-1989)

Family Ties titolo

Prima trasmissione USA: 22 settembre 1982
Ultima trasmissione USA: 14 maggio 1989

Family Ties01

Principali interpreti e personaggi:

Michael J. Fox (Alex P. Keaton), Meredith Baxter (Elyse Keaton), Michael Gross (Steven Keaton), Justine Bateman (Mallory Keaton), Tina Yothers (Jennifer Keaton), Brian Bonsall (Andrew Keaton, 1986-1989), Marc Price (Erwin Handleman), Scott Valentine

Creatore:

Gary David Goldberg

Spunto:

Una coppia di ex figli dei fiori e i loro figli soprattutto, il maggiore, convinto conservatore e estimatore di Richard Nixon, nella loro vita quotidiana negli edonisti anni ‘80.

La serie:

Creata da Gary David Goldberg (già autore per M*A*S*H, Alice e The Bob Newhart Show e in seguito co-creatore di Spin City, dove ritroverà Michael J. Fox), Family Ties è la tipica commedia di stampo familiare che si basa sullo scontro tra generazioni e ideologie. La famiglia Keaton, che abita a Columbus in Ohio, è composta da due genitori ex hippy ora stimati professionisti e i loro tre figli: la quindicenne Mallory, molto attenta soprattutto a vestiti e ragazzi, la piccola Jennifer, saggia e interessata a vivere la vita di una bambina della sua età e Alex, grande estimatore della politica di Richard Nixon e conservatore al punto di vestire unicamente in giacca e cravatta a dispetto dei suoi 17 anni.
Alex non capisce i suoi genitori, non ne capisce la filosofia di vita, gli ideali, la musica, il passato, creando spesso le situazioni comiche della serie.
L’intenzione iniziale era quella di creare una serie focalizzata principalmente sui genitori ma poi, in seguito alle reazioni alla puntata pilota, venne dato più spazio al figlio Alex e in subordine ai genitori, lasciando al resto dei figli uno spazio più limitato.
Con il passare delle stagioni, la famiglia Keaton aumenterà di un elemento, il piccolo Andrew, nato nella stagione 1985-86, mentre Alex entrerà all’università sposando definitivamente il modello economico dell’allora presidente Reagan (che nella realtà indicava Family Ties come il suo show televisivo preferito). Mallory, dal canto suo, dopo essersi diplomata con difficoltà inizierà il college con l’ambizione di diventare stilista di moda.
A parte la satira sugli allora imperanti valori reaganiani, Family Ties (che incontrò subito il favore del pubblico, giungendo alla seconda posizione nella classifica Nielsen degli ascolti nelle stagioni 1985-86 e 1986-87), in linea con altre serie di quell’epoca, proporrà alcuni episodi dalle tematiche serie (dove l’evidente ambizione educativa tipica di certe sitcom scivolerà anche nel moralismo) come la morte (di un amico di Alex), il razzismo (una famiglia afro-americana diventerà vicina di casa dei Keaton esattamente come accadeva 10 anni prima con i Jefferson e i Bunker in All in the Family) e la malattia (l’infarto del capofamiglia).
Quando la serie, che seguiva The Cosby Show (i nostri Robinson) il giovedì sera, venne spostata alla domenica per accontentare Bill Cosby che voleva utilizzare quello spazio nel palinsesto per la serie A Different World, spin-off di The Cosby Show, gli ascolti calarono e il suo creatore decise di chiuderla il 17 settembre 1989 mandando prevedibilmente Alex a lavorare a Wall Street.
Michael J. Fox, nel frattempo, diventata una stella planetaria grazie al primo episodio di Back to the Future (Ritorno al futuro, 1985, di Robert Zemeckis), si apprestava a girare il secondo capitolo, nel 1989, di quella che sarà una trilogia estremamente fortunata.

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Curiosità

Michael J. Fox, il cui personaggio sarà uno dei motivi principali del successo della serie, rischiò di non venire incluso nel cast a anche a causa della sua statura. L’attore australiano, infatti, è alto circa 165 centimetri, ossia una trentina di centimetri meno del suo padre televisivo Michael Gross, cosa che faceva pensare ai produttori che sarebbe risultato un poco credibile figlio di un padre così alto. Inoltre, il suo provino era stato giudicato negativamente ma il produttore della serie, che aveva intravisto in Fox il giusto interprete per il suo personaggio, chiese alla produzione di riconsiderarlo. Il secondo provino convinse l’intera produzione a scritturarlo.

Matthew Broderick, scelta alternativa per il ruolo di Alex, fu costretto a declinare l’offerta a causa della malattia di suo padre permettendo a Michael J. Fox di venire riconsiderato per il ruolo.

Il creatore della serie Gary David Goldberg e sua moglie Diane hanno un passato da figli dei fiori.

In Spin City, Michael J. Fox cita Alex Keaton dicendo che è diventato un membro del Congresso.

Nella serie compare Tom Hanks nel ruolo di Ned, fratello di Elise Keaton.

Nel ruolo di una delle fidanzate di Alex compare una giovanissima Courteney Cox, in seguito Monica Geller in Friends.

L’intero cast era talmente contrario all’idea di realizzare una trasmissione celebrativa anni dopo o di riprendere in futuro i ruoli sostenuti nella serie da chiedere di fare morire la famiglia Keaton in un incidente aereo.

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Posizione nella classifica degli ascolti Nielsen per stagione
(solo prime 30 posizioni):


settembre 1982-aprile 1983: - (60 Minutes)
settembre 1983-aprile 1984: - (Dallas)
settembre 1984-aprile 1985: 5 (Dynasty)
settembre 1985-aprile 1986: 2 (The Cosby Show)
settembre 1986-aprile 1987: 2 (The Cosby Show)
settembre 1987-aprile 1988: 17 (The Cosby Show)
settembre 1988-aprile 1989: - (The Cosby Show)

Premi Emmy:

1988

Migliore attore protagonista in una serie TV (categoria commedie) a Michael J. Fox.

1987

Migliore attore protagonista in una serie TV (categoria commedie) a Michael J. Fox;

migliore direzione tecnica/ripresa elettronica per una serie TV a Parker Roe, Paul Basta, Tom Dasbach, Richard Price, John Repczynski, Eric Clay, per l’episodio My Name is Alex;

migliore scrittura di una serie TV (categoria commedie) a Gary David Goldberg e Alan Uger, per l’episodio My Name is Alex;

migliore serie TV (categoria commedie) a Gary David Goldberg (produttore esecutivo), Alan Uger (supervisore alla produzione), Ruth Bennett (supervisore alla produzione), Marc Lawrence (produttore), June Galas (co-produttore).

1986

Migliore attore protagonista in una serie TV (categoria commedie) a Michael J. Fox.


Registi:
Andrew McCullough, Sam Weisman, Will Mackenzie, Asaad Kelada, Debbie Allen, Peter Baldwin, Kent Bateman, Alan Bergmann, Matthew Diamond, Lynn Hamrick, Dick Martin, Tony Mordente, John Pasquin, Steven Robman, Rita Rogers, Barbara Schultz, Lee Shallat Chemel, Mark W. Travis, Michael Zinberg

Autori:
Gary David Goldberg, Marc Lawrence, Alan Uger, Wendy Aaron, Lisa A. Bannick, Ruth Bennett, Susan Borowitz, Kate Boutilier, Jean Kraynak Brinck, Stephen Curwick, Bruce David, Shannon Gaghan, Lloyd Garver, Barbara Hall, Bruce Helford, Kimberly Hill, David Tyron King, Lissa Levin, Matthew Monaher, Joanne Pagliaro, Burt Prelutsky, Richard Raskind, Rich Reinhart, Jace Richdale, Bill Steinkellner, Cherie Steinkellner, Lawrence Uger, Alan Vejar, Trish Vrandenburg, Michael J. Weithorn, Paul Wolff, Jurgen M. Wolf, Douglas Wyman.

Produzione:
Paramount Television, Ubu Productions

Produttori:
Lloyd Garver, Susan Borowitz, Michael J. Weithorn, Gary David Goldberg (esecutivo),

Tema iniziale:
Without Us, cantato da Dennis Tufano e Mindy Sterling (episodi 1-10) e da Johnny Mathis e Deniece Williams (episodi 11-180)

Durata per episodio:
circa 25 minuti

Numero di episodi:
180 suddivisi in 7 stagioni

DVD

Regione 1:

Family Ties - The Complete First Season

Family Ties - The Second Season

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